*Di Giuseppe Caforio
Il giorno di Ferragosto come tradizione lo passo in un carcere e quest’anno sono stato al carcere di Orvieto e il giorno dopo cioè ieri sono stato al carcere di Terni, entrambi le carceri oltre anche a (Spoleto e Perugia sono in una fase di implosione per il numero dei carcerati e questa è storia vecchia, ma nell’ultimo mese vi è stata una recrudescenza di trasferimenti in prevalenza dalla Toscana di detenuti psichiatrici. Solo a Terni ne sono arrivati 170.
La polizia penitenziaria con la quale mi sono intrattenuto sta facendo i salti mortali,proprio ieri a lungo mi sono confrontato con la Comandante del carcere di Terni, la quale mi ha rappresentato il lungo elenco di problemi quotidiani che si stanno affrontando con l’aggravio della richiesta del provveditorato di Firenze di aumentare fino a cinque in alcuni casi anche sei, i posti letto all’interno delle celle che sono state pensate per ospitare due detenuti e attualmente sono di media in quattro.

Si vogliono ancora di più aumentare la presenza di detenuti per ogni cella perché appunto continua questo flusso incessante di detenuti. Purtroppo il provveditorato in Umbria, che è stato deliberato a dicembre 2024 dal Consiglio dei Ministri, doveva partire prima a marzo, poi aprile, poi luglio, a tutt’oggi non è decollato e manca ancora la nomina del provveditore per l’Umbria che darebbe poi attuazione concreta all’avvio e che potrebbe in qualche modo contenere questi profili di problematicità delle carceri umbri. In questi ultimi giorni in Italia abbiamo assistito a molti suicidi a molti morte tra Ferragosto e il giorno dopo siamo arrivati a cinque, questo dato deve far riflettere e va fortunatamente coniugato con il dato positivo dell’Umbria, dove malgrado la tensione sia altissima non ci sono stati fatti violenti degni di nota.
Nel giro effettuato nelle celle dei detenuti sono stato avvicinato da molti di loro che mi hanno rappresentato la gravità della propria situazione, evidenziando l’indifferibilità di misure urgenti sia sotto il profilo logistico ma anche sotto il profilo sanitario. Proprio la vigilia di Ferragosto ho avuto uno scambio con la presidente Stefania Proietti con la quale stiamo immaginando interventi urgenti per rafforzare l’apparato medico sanitario delle carceri, dove, come noto, non solo vi è carenza ma vi è proprio difficoltà nel reperire medici che diano continuità assistenziale.
Ho portato la vicinanza e la solidarietà alla polizia penitenziaria, la quale merita un pubblico elogio per il lavoro che stanno svolgendo, al di sopra delle proprie forze e competenze, essendo il front Office del sistema carcerario e cercando di sostituirsi a tutte quelle funzioni che oggi sono carenti, non solo quella sanitaria, ma anche quella socio assistenziale,psicologica e cercando di stabilire con i detenuti un rapporto costruttivo, non sempre facile perché non tutti i detenuti sono uguali. La Polizia Penitenziaria finora sta riuscendo a contenere la grave situazione che in cui versa il sistema carcerario regionale, tappando vari buchi e sacrificando ferie e permessi, stante anche la carenza di personale.
L’auspicio è che si nomini entro questo mese il Provveditore per l’Umbria e si intervenga con azioni concrete per lo meno per i temi più urgenti tra i quali anche la istituzione delle famose Rems che come è noto in Umbria mancano.
La Sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi in più occasioni mi ha manifestato la volontà di contribuire a risolvere il problema anche con la realizzazione di una Rems nel territorio comunale, laddove possibile. E’ un buon inizio ma adesso occorre correre per dare concretezza a questa esigenza indifferibile.
*Garante dei detenuti


























