Passaggio di consegne ai vertici di Gesenu: Barelli chiude il mandato rivendicando il risanamento economico dell’azienda, Monni punta sul Piano industriale 2025-2027 e sulla futura gara per il Gestore unico regionale.
Cambio al vertice di Gesenu, una delle principali aziende umbre operanti nel settore della gestione dei rifiuti e dei servizi ambientali. Massimo Monni è il nuovo presidente della società e raccoglie il testimone da Urbano Barelli, giunto al termine del proprio mandato dopo aver illustrato i risultati raggiunti nel corso degli ultimi anni.
Nel tracciare il consuntivo della propria gestione, Barelli ha sottolineato il percorso di risanamento economico e patrimoniale portato avanti attraverso una rigorosa politica di riequilibrio finanziario.
Secondo quanto illustrato, il bilancio 2025 ha consentito di assorbire circa 6 milioni di euro tra svalutazioni e accantonamenti straordinari, operazione che avrebbe permesso di chiudere definitivamente le principali criticità ereditate dal passato.

I principali indicatori economici mostrano una società in crescita:
- valore della produzione pari a 118,2 milioni di euro;
- fatturato consolidato del gruppo di circa 184 milioni di euro;
- patrimonio netto consolidato di 44,3 milioni di euro;
- disponibilità liquide pari a 11,4 milioni di euro;
- esposizione bancaria ridotta a soli 303 mila euro.
Numeri che, secondo il presidente uscente, rappresentano una situazione patrimoniale tra le più solide mai registrate nella storia dell’azienda.
Barelli ha inoltre ricordato alcuni dei principali risultati ottenuti anche sul piano giudiziario e della governance aziendale. Tra questi figurano l’assoluzione nel procedimento noto come “Spazzatura d’Oro” e la riforma in appello della precedente condanna pronunciata dalla Corte dei Conti.
Sul fronte industriale, Gesenu ha rafforzato il proprio percorso nella sostenibilità ambientale, adottando il principio europeo “Do No Significant Harm” (DNSH), sviluppando il bilancio di sostenibilità e consolidando le collaborazioni scientifiche con gli atenei umbri.
Per Massimo Monni si apre ora una fase particolarmente delicata sotto il profilo strategico.
Le priorità individuate riguardano innanzitutto l’attuazione del Piano Industriale 2025-2027, con particolare attenzione al consolidamento della presenza di Gesenu in Umbria in vista della futura gara per l’individuazione del Gestore unico regionale del servizio rifiuti.
Parallelamente proseguirà il percorso di espansione nei mercati già avviati nel Lazio e in Sardegna, con l’obiettivo di arrivare entro il 2027 a servire, a livello di gruppo, circa 800 mila abitanti.
Il passaggio di consegne arriva in un momento strategico per il sistema della gestione dei rifiuti in Umbria. La futura individuazione del Gestore unico regionale rappresenterà infatti uno dei dossier più importanti per il settore ambientale nei prossimi anni. La solidità economica rivendicata dal consiglio uscente costituisce una base significativa, ma sarà la capacità di coniugare efficienza, innovazione tecnologica, sostenibilità e qualità dei servizi ai cittadini a determinare il ruolo che Gesenu riuscirà a mantenere nel nuovo assetto regionale.















