Sfida elettorale tra Valnerina, Ternano e Perugino: a Scheggino cinque candidati sindaco per appena 418 abitanti
Urne aperte dalle 7 di questa mattina in sei Comuni umbri chiamati a rinnovare sindaci e consigli comunali. Una tornata amministrativa limitata nei numeri ma significativa sul piano politico, considerata da molti un primo banco di prova in vista delle elezioni del 2027, quando al voto andranno realtà ben più strategiche come Todi, Narni e Deruta.
Si vota oggi e domani in quattro Comuni della provincia di Terni: Attigliano, Calvi dell’Umbria, Ferentillo e Giove e in due del Perugino, Scheggino e Valfabbrica. Complessivamente i cittadini coinvolti sono poco meno di 11mila. Tra i centri interessati, il più popoloso è Valfabbrica con oltre 3mila residenti, mentre il più piccolo è Scheggino, autentico caso politico di questa tornata elettorale.
A Valfabbrica, Comune da 3.224 abitanti, la competizione è tutta giocata tra due liste civiche. Il sindaco uscente Enrico Bacoccoli punta al secondo mandato con la lista di centrodestra “Insieme per crescere ancora”. A contendergli la guida del Comune sarà Loredana Petrosi, consigliera comunale di opposizione e coordinatrice di Blu a Valfabbrica, candidata con la lista “Alternativa in Comune”.
Una sfida che si preannuncia equilibrata e che rappresenta uno dei confronti più attesi della tornata elettorale umbra.
Scheggino, il Comune dei record: un candidato ogni sette abitanti
Ma è soprattutto Scheggino ad attirare attenzione e curiosità. Nel piccolo borgo della Valnerina, appena 418 residenti, si registra una situazione praticamente unica: cinque candidati sindaco e 41 aspiranti consiglieri comunali. In pratica, un candidato ogni poco più di sette abitanti.

Un dato che ha sorpreso gli stessi cittadini del paese, dove molti faticano a comprendere il motivo di un interesse così elevato per un Comune tanto piccolo. Il fenomeno appare ancora più particolare osservando la composizione delle liste: numerosi candidati consiglieri non risultano residenti a Scheggino e in molti casi non sono nemmeno umbri.
Le liste considerate realmente radicate nel territorio sarebbero soprattutto due. Da una parte quella del sindaco uscente Fabio Dottori, 57 anni, che cerca il bis amministrativo con “Uniti per Scheggino”; dall’altra Paolo Chiappini, 65 anni, candidato della civica “Campolargo”, area vicina al centrosinistra.
Accanto alle due liste locali si sono però aggiunte altre tre formazioni guidate da candidati provenienti anche da fuori regione. Carlo Stefanelli, nato a Napoli e già consigliere comunale di minoranza uscente, guida “Alleanza per l’Italia”; Pietro Gagliano, originario di Acerra, è il candidato di “Progetto Popolare”; mentre Giorgia Gorini, nata a San Benedetto del Tronto ma con origini umbre, corre con “Umbria Autonoma”.
Un’anomalia politica che fa discutere
Il caso Scheggino riaccende il dibattito sul fenomeno delle cosiddette “liste civetta” o comunque di candidature esterne nei piccoli Comuni italiani. Se da un lato la legge consente pienamente la partecipazione anche a candidati non residenti, dall’altro resta forte la sensazione di una competizione poco legata alla reale vita amministrativa del territorio.
In un Comune dove fino a pochi anni fa si faticava perfino a costruire una lista — nel 2020 i candidati erano tre, nella tornata precedente addirittura uno soltanto — l’improvvisa esplosione di interesse politico appare quantomeno insolita. Un’anomalia che inevitabilmente trasforma Scheggino nel simbolo più curioso e discusso di queste amministrative umbre.



















