Il Procuratore di Perugia traccia il quadro per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026. Preoccupano narcotraffico, reati contro le fasce deboli e fenomeni corruttivi, resta alto il rischio di riciclaggio mafioso
La relazione del Procuratore della Repubblica di Perugia, Raffaele Cantone, per l’inaugurazione dell’Anno Giudiziario 2026 offre una fotografia complessa della criminalità in Umbria. Se da un lato non emergono evidenze di mafie stanziali, dall’altro restano forti i rischi di infiltrazioni economiche e riciclaggio, soprattutto nei settori edilizio, turistico, rifiuti e ristorazione.
Narcotraffico e droga
Il narcotraffico si conferma una delle principali emergenze. Gruppi criminali stranieri, in particolare albanesi e nigeriani, gestiscono lo spaccio attraverso reti organizzate e piazze cittadine, impiegando spesso cittadini nordafricani irregolari. Perugia si conferma hub per l’arrivo e lo smistamento di eroina e cocaina, con legami anche con clan camorristici. Arresti e sequestri importanti non hanno scalfito le reti, che si riorganizzano con rapidità.
Terrorismo e reati informatici
Il procuratore segnala la presenza di frange anarchiche storiche a Foligno e Terni, monitorate per il rischio di derive violente. Destano allarme anche casi di radicalizzazione legati al jihadismo e contatti con suprematisti, con giovani coinvolti in attività di proselitismo online. In diminuzione i procedimenti per terrorismo internazionale, passati da otto a cinque. Crescono invece i reati informatici, con 11 procedimenti nell’ultimo anno.
Criminalità comune
Sul fronte dei reati predatori, i furti restano la maggiore preoccupazione dei cittadini, con bande provenienti da fuori regione che colpiscono abitazioni e negozi. Le rapine sono numericamente limitate, ma non mancano episodi significativi a danno di uffici postali e gioiellerie. Le truffe online e ai danni di anziani restano diffuse, ma aumentano le denunce grazie alle campagne di sensibilizzazione.
Economia e pubblica amministrazione
Non mancano casi di criminalità economica, soprattutto frodi fiscali, bancarotte e truffe legate ai bonus. Episodi rilevanti hanno riguardato anche il settore dei rifiuti, con procedimenti per corruzione e illeciti amministrativi. Pur non parlando di un livello sistemico di inquinamento della macchina pubblica, Cantone sottolinea la gravità di singoli episodi corruttivi che coinvolgono funzionari e società partecipate.
Fasce deboli e violenza domestica
Numerosi i casi legati al cosiddetto “codice rosso”: maltrattamenti, stalking e violenze in famiglia. Preoccupano anche i femminicidi e l’aumento delle denunce per violenze sessuali, spesso legate all’abuso di sostanze. La Procura ha intensificato l’uso di misure cautelari non custodiali, come allontanamenti e braccialetto elettronico, per prevenire escalation di violenza.
Ambiente e lavoro
In crescita i procedimenti per reati ambientali, soprattutto nel settore rifiuti e per violazioni edilizie. Preoccupano gli incidenti sul lavoro, con episodi anche mortali, e i casi di sfruttamento della manodopera straniera in agricoltura.
Il bilancio tracciato dal Procuratore Cantone conferma dunque un’Umbria non immune dalle grandi dinamiche criminali nazionali e internazionali: meno mafia stanziale, ma più riciclaggio, droga, violenza domestica e corruzione nei gangli economici e amministrativi.



















