Gli amministratori sostengono il protocollo regionale contro la desertificazione bancaria: «Servono azioni condivise per garantire servizi a cittadini e imprese»
UMBRIA – Più di un Comune umbro su tre non ha più una filiale bancaria e quasi tre su dieci possono contare su un solo sportello. Una situazione che spinge gli amministratori e i consiglieri comunali di Umbria Civica a chiedere un impegno coordinato degli enti locali per contrastare la desertificazione bancaria e salvaguardare i servizi di prossimità.
La rete civica esprime apprezzamento per l’intesa tra Regione Umbria, Anci Umbria, First Cisl, Uilca, Fisac Cgil, Fabi e Unisin, promossa dai sindacati del comparto bancario con l’obiettivo di affrontare la progressiva riduzione degli sportelli sul territorio regionale.
«La presenza delle banche impatta direttamente sulla coesione sociale, sulla sostenibilità delle imprese e sulla fruibilità dei servizi essenziali per i nostri cittadini», affermano in una nota congiunta gli amministratori di Umbria Civica.
Sempre meno sportelli nei territori umbri
A fotografare la situazione sono i dati dell’Osservatorio Fiba-First Cisl sulla desertificazione bancaria richiamati dagli esponenti civici. In Umbria il 35,9% dei Comuni è completamente privo di filiali, mentre nel 28,3% ne rimane soltanto una.
La contrazione della rete bancaria interessa soprattutto le aree interne, montane e i centri minori, ma secondo Umbria Civica il problema non può essere considerato estraneo neppure ai Comuni di medie dimensioni.
Negli ultimi anni, osservano gli amministratori, numerose frazioni hanno assistito a una progressiva perdita dei servizi di prossimità, mentre gli sportelli si sono concentrati prevalentemente nei principali centri urbani e commerciali.
Una dinamica che rischia di pesare soprattutto sulle fasce della popolazione meno abituate all’utilizzo dei servizi digitali e sulle attività economiche che mantengono un forte legame con il territorio.
«Garantire un’effettiva accessibilità al credito significa tenere conto dell’estensione geografica dell’Umbria e dei bisogni di tutte le sue comunità, non solo dei numeri aggregati», sottolineano i rappresentanti di Umbria Civica.
Anziani e piccole imprese tra i più penalizzati
La chiusura degli sportelli, secondo la rete civica, produce conseguenze particolarmente rilevanti per anziani, cittadini con minori competenze digitali, artigiani, commercianti e micro-imprese.
Sul processo di digitalizzazione dei servizi bancari, Umbria Civica invita quindi a trovare un equilibrio tra innovazione e presenza fisica sul territorio.
«L’operatività online è un’opportunità, ma non può soppiantare la relazione personale», evidenziano gli amministratori, secondo i quali una filiale continua a rappresentare non soltanto un luogo dove effettuare operazioni, ma anche un presidio per la consulenza e l’assistenza alle famiglie e alle attività economiche.
L’appello ai Comuni: «Non aspettare l’emergenza»
Per Umbria Civica il protocollo regionale rappresenta dunque un primo passo, ma dovrà tradursi in una collaborazione concreta tra Regione, Comuni, associazioni e rappresentanze del settore.
Gli amministratori annunciano che porteranno la questione nelle Giunte e nei Consigli comunali, anche nei territori dove la presenza bancaria non ha ancora raggiunto livelli di particolare criticità.
«Attendere passivamente gli eventi sarebbe un errore – concludono –. La tutela dei servizi ai cittadini si pianifica oggi per evitare lo spopolamento di domani».













