Entra in vigore il nuovo decreto del Ministero: dopo le sentenze della Cassazione saranno validi solo gli autovelox omologati. Centinaia di apparecchi dovranno essere sostituiti o disattivati, con effetti anche sulle strade umbre.
Per anni hanno alimentato migliaia di ricorsi e acceso un duro confronto tra automobilisti, Comuni e tribunali. Ora per gli autovelox si apre una nuova fase destinata a cambiare profondamente il sistema dei controlli sulla velocità.
È infatti entrato ufficialmente in vigore il nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 luglio, che introduce regole molto più severe sull’omologazione degli apparecchi utilizzati per rilevare le infrazioni.
La novità non riguarda i limiti di velocità né l’importo delle multe, ma stabilisce con precisione quali dispositivi potranno essere utilizzati per contestare le violazioni del Codice della strada.

Il provvedimento arriva dopo le numerose pronunce della Corte di Cassazione che, negli ultimi anni, hanno evidenziato la differenza tra la semplice approvazione tecnica e la vera omologazione degli autovelox, dando ragione in molti casi agli automobilisti che avevano impugnato le sanzioni.
L’obiettivo del Governo è mettere fine al contenzioso introducendo un sistema uniforme di certificazione, controlli tecnici rigorosi e verifiche periodiche sull’affidabilità degli strumenti.
Da questo momento potranno restare in funzione soltanto gli autovelox già omologati oppure quelli che completeranno il nuovo iter previsto dal decreto. Tutti gli altri dovranno essere temporaneamente disattivati fino all’adeguamento della documentazione tecnica richiesta.
Secondo le stime del Ministero, oltre 3.000 dispositivi potranno continuare a operare senza interruzioni, mentre circa 850 apparecchi saranno costretti a fermarsi in attesa della nuova certificazione.
Il decreto introduce inoltre standard qualitativi molto elevati. Gli autovelox dovranno dimostrare non solo di misurare correttamente la velocità, ma anche di individuare con precisione il veicolo responsabile dell’infrazione, leggere senza errori la targa e riconoscere la categoria del mezzo.
Le prove tecniche prevedono un’affidabilità minima del 90% nel conteggio e nella classificazione dei veicoli e almeno il 95% nella lettura delle targhe e nell’associazione della velocità al veicolo corretto.
Rimangono inoltre obbligatorie le verifiche periodiche di taratura e viene rafforzata anche la tutela della privacy: nelle immagini frontali saranno automaticamente oscurati i volti degli occupanti del veicolo, lasciando visibile esclusivamente la targa.
Anche in Umbria è in arrivo la rivoluzione
Gli effetti del decreto si faranno sentire anche sulle strade umbre. Molti dei vecchi autovelox installati negli anni potrebbero non soddisfare i nuovi requisiti previsti dalla normativa e saranno progressivamente sostituiti o temporaneamente disattivati fino al completamento delle procedure di omologazione.
Nei prossimi mesi Comuni, Province e gestori delle strade saranno chiamati a verificare uno per uno gli impianti presenti sul territorio, con possibili cambiamenti nella rete dei controlli della velocità.
Il risultato sarà una vera rivoluzione per gli automobilisti: dopo anni di polemiche e ricorsi, il sistema degli autovelox punta a diventare più trasparente e tecnicamente affidabile. Resta ora da capire quanti dispositivi, anche in Umbria, supereranno realmente il vaglio delle nuove regole e quanti, invece, saranno costretti a spegnersi.















