L’assessore De Rebotti scrive a MIT e Antitrust: “Il parere sull’ingresso di nuovi operatori stranieri rischia di ridurre i servizi regionali e penalizzare i pendolari”
La Regione Umbria ha chiesto l’apertura urgente di un tavolo istituzionale con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e le Regioni Toscana, Lazio e Marche per affrontare le possibili conseguenze del recente parere dell’Antitrust sull’assegnazione di nuove tracce ferroviarie a mercato sulla linea ad alta velocità.
La richiesta arriva attraverso una lettera inviata dall’assessore regionale ai Trasporti, Francesco De Rebotti, al MIT e all’AGCM. L’obiettivo è chiarire gli effetti del procedimento avviato dopo la segnalazione della società francese SNCF, e del parere che ha riconosciuto l’assegnazione di 18 tracce orarie all’operatore richiedente.
Secondo l’assessore, la decisione potrebbe avere ripercussioni significative sul sistema ferroviario regionale, soprattutto per quanto riguarda l’utilizzo della linea Direttissima, infrastruttura strategica ma già vicina alla saturazione.
“Si tratta di una scelta che rischia di produrre conseguenze molto pesanti sul trasporto pubblico locale su ferro – afferma De Rebotti –. Senza una valutazione complessiva degli effetti sul sistema ferroviario nazionale e regionale, potremmo trovarci di fronte a una forte penalizzazione dei servizi pendolari e interregionali”.
La Regione Umbria teme che l’inserimento di nuove tracce a mercato possa ridurre la capacità disponibile per i treni regionali, con il rischio che un numero crescente di convogli venga progressivamente spostato sulla linea lenta, determinando inevitabili allungamenti dei tempi di percorrenza.
Per il territorio umbro l’ingresso di nuovi operatori nel mercato dell’alta velocità potrebbe quindi tradursi in un ulteriore peggioramento della qualità del servizio ferroviario, incidendo sul diritto alla mobilità di migliaia di cittadini che ogni giorno utilizzano il treno per lavoro o studio.
La questione arriva inoltre in una fase particolarmente delicata per le Regioni, impegnate nella definizione dei nuovi Accordi Quadro 2026-2031 con Rete Ferroviaria Italiana per l’utilizzo della rete nazionale.
Proprio alla luce delle incertezze legate al parere dell’Antitrust, la Giunta regionale dell’Umbria ha deciso di sospendere temporaneamente l’approvazione dell’accordo relativo all’infrastruttura ferroviaria nazionale.
“I livelli di capacità già concordati con RFI rappresentano per noi una soglia minima indispensabile – sottolinea De Rebotti –. Scendere al di sotto significherebbe mettere a rischio la tenuta del servizio di trasporto pubblico regionale”.
Da qui la richiesta di un confronto immediato tra Ministero, Autorità Antitrust e Regioni coinvolte. “Serve un chiarimento istituzionale – conclude l’assessore – per garantire il rispetto delle regole della concorrenza senza compromettere i servizi essenziali di trasporto pubblico locale e permettere alle Regioni di definire gli accordi con RFI in un quadro di certezze”.
La vicenda evidenzia una tensione crescente tra liberalizzazione del mercato ferroviario e tutela del servizio pubblico regionale. L’ingresso di nuovi operatori nell’alta velocità rappresenta un segnale di maggiore concorrenza e potenzialmente di offerte migliori per i viaggiatori sulle lunghe distanze. Tuttavia, nelle regioni come l’Umbria – che dipendono fortemente dalla rete ferroviaria per i collegamenti quotidiani – il rischio è che l’espansione del mercato dell’alta velocità sottragga capacità alle tratte utilizzate dai pendolari.
La richiesta della Regione punta quindi a riequilibrare il sistema: concorrenza sì, ma senza sacrificare il trasporto pubblico locale, che resta un servizio essenziale per migliaia di cittadini.






