Davanti ai cancelli dell’azienda il presidio con la solidarietà di istituzioni comunali e regionali. Sindacati chiedono ammortizzatori sociali e un piano di rilancio
C’è grande preoccupazione alla Sitem spa di Trevi, dove i 165 dipendenti hanno aderito compattamente allo sciopero di quattro ore indetto da Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil per protestare contro l’annuncio di 36 licenziamenti. Il presidio si è svolto nella mattinata di mercoledì 29 ottobre davanti ai cancelli dello stabilimento in località Cannaiola, in un clima di rabbia e delusione per la decisione della proprietà e per la mancata disponibilità ad attivare gli ammortizzatori sociali previsti in questi casi.
La mobilitazione fa seguito alle assemblee svolte il 27 ottobre, durante le quali i lavoratori avevano espresso forte contrarietà alla procedura di licenziamento collettivo. Al presidio erano presenti anche rappresentanti delle istituzioni locali, che hanno voluto manifestare la propria vicinanza ai dipendenti.
Solidarietà delle istituzioni
Al fianco dei lavoratori si sono schierati il vicesindaco di Trevi, Francesco Saverio Andreani, e il consigliere regionale di Alleanza Verdi Sinistra, Fabrizio Ricci. Entrambi hanno ribadito l’impegno delle istituzioni nel cercare soluzioni condivise per scongiurare i licenziamenti.
“La Sitem è un’azienda fondamentale per il territorio trevano – ha dichiarato Andreani – ma altrettanto importante è la tutela dei lavoratori e delle loro famiglie. L’obiettivo è che l’azienda riveda le proprie scelte, almeno concordando l’uso degli ammortizzatori sociali e adeguate buonuscite”.
Ricci ha sottolineato il valore strategico della Sitem per l’intera Umbria: “Non possiamo permettere che una realtà industriale di questo rilievo venga smantellata. Chiediamo che si torni indietro su questa decisione e che si apra un tavolo di confronto serio con istituzioni e sindacati”.



La posizione dei sindacati
A spiegare le ragioni della protesta è stato Nico Malossi, segretario provinciale della Fiom Cgil di Perugia: “Nei giorni scorsi l’azienda ha mostrato qualche apertura sulla riduzione degli esuberi, ma si tratta di passi del tutto insufficienti. Sitem è uno degli stabilimenti di tranciatura più importanti d’Europa: non possiamo accettare un ridimensionamento industriale. La crisi di mercato e la concorrenza dei produttori asiatici devono essere affrontate con investimenti, non con licenziamenti”.
I sindacati chiedono il ritiro della procedura di licenziamento collettivo, l’attivazione degli ammortizzatori sociali e l’elaborazione di un piano industriale che rilanci l’azienda, evitando che decine di famiglie si trovino senza lavoro da un giorno all’altro.
Le preoccupazioni del territorio
L’annuncio dei licenziamenti è arrivato a meno di un anno dall’ingresso, a fine 2024, di un gruppo statunitense come socio di maggioranza della Sitem, evento che aveva inizialmente alimentato speranze di rilancio. Ora, invece, il rischio di una riduzione drastica del personale suscita timori non solo tra i dipendenti ma in tutto il territorio dello Spoletino-Trevano, già duramente colpito negli ultimi anni dai processi di deindustrializzazione.
La vertenza resta aperta, con i sindacati pronti a proseguire lo stato di agitazione fino a quando non arriveranno risposte concrete sulla salvaguardia dei posti di lavoro e sul futuro dell’azienda.








