Primo punto di adduzione attivo dal sistema Montedoglio: 200 litri al secondo garantiti per tutto il 2026. La Regione punta su una strategia modulare e di lungo periodo
Prende forma l’intervento di adduzione dell’acqua da Montedoglio al lago Trasimeno. A Tuoro è stata avviata la predisposizione del cantiere per l’installazione dell’impianto filtrante che consentirà l’immissione di 200 litri al secondo nel bacino lacustre a partire dalla fine di gennaio.
L’annuncio è stato dato nel corso di un punto stampa presso il potabilizzatore di Tuoro dall’assessore regionale con delega ai Laghi, Simona Meloni. Si tratta del primo punto di adduzione operativo dal sistema Montedoglio al Trasimeno, in attesa dell’attivazione del secondo intervento previsto nell’area del Paganico.
Il progetto nasce dal lavoro del team tecnico regionale attivato a maggio 2025 e si fonda su un percorso di analisi scientifica delle caratteristiche delle acque. Un iter che ha portato alla scelta di un impianto filtrante in grado di garantire un apporto costante e controllato, ritenuto essenziale per la tenuta del lago nel medio periodo.
L’impianto è già arrivato a Tuoro e la fase attuale riguarda la realizzazione delle opere edili e idrauliche necessarie all’installazione e al collegamento al sistema di adduzione. Afor curerà la parte operativa dei lavori, mentre le attività preparatorie risultano già avviate. L’obiettivo è l’apertura del flusso tra la fine di gennaio e i primi giorni di febbraio, con una portata continua di 200 litri al secondo per l’intero 2026.
La Regione ha scelto di partire da questo punto di adduzione per ottenere un risultato immediato e distribuito lungo tutto l’anno, assicurando una stabilità progressiva del livello del lago. L’intervento, tuttavia, non esaurisce il progetto complessivo, che è stato concepito come modulare e pluripunto. È infatti prevista una seconda fase di analisi per l’attivazione di un ulteriore punto di adduzione in area Paganico, capace di garantire una portata fino a 800 litri al secondo, con apertura stagionale da novembre ad aprile.
Accanto all’adduzione dell’acqua, prosegue il programma di interventi per la tutela del Trasimeno e delle sue infrastrutture. Entro metà gennaio prenderanno il via i lavori su Isola Maggiore, con il ripristino dello scalo merci, mentre è già finanziato il recupero di un tratto del sentiero di San Francesco danneggiato dalla frana dello scorso agosto. I cantieri sono previsti tra febbraio e marzo.
Sul fronte delle darsene, sono stati sbloccati 1 milione e 780 mila euro. I primi interventi interesseranno San Feliciano, con due darsene, per poi proseguire a Sant’Arcangelo e successivamente alla darsena Mancinelli. Continuano inoltre i lavori su fossi e canali a Moiano, Paganico e Maranzano, finanziati con risorse regionali e PNRR.
Rimane centrale il nodo dei dragaggi, reso complesso dall’attuale livello del lago, tra i più bassi mai registrati. La Regione sta valutando soluzioni alternative alla draga tradizionale, anche attraverso l’impiego di mezzi di nuova generazione, con uno sguardo rivolto alla programmazione del 2026.
Con l’avvio del cantiere di Tuoro, il Trasimeno torna al centro di una strategia definita e strutturale, che mira ad affrontare l’emergenza idrica con interventi coordinati e di prospettiva.








