Fermata dai militari mentre cercava di fuggire. In suo possesso anche un coltello e un collo di bottiglia
Mattinata di paura nel centro di Terni, dove una donna di 27 anni è stata arrestata dai Carabinieri della Sezione Radiomobile della Compagnia di Terni con le accuse di furto aggravato, tentata rapina e porto di oggetti atti ad offendere.
L’episodio si è verificato nella mattinata del 7 maggio, intorno alle 9, nella centralissima via Mancini. Secondo quanto ricostruito dai militari dell’Arma, la giovane, italiana, disoccupata e già nota alle forze dell’ordine, avrebbe agito nel giro di pochi minuti prendendo di mira due donne.
La prima vittima è stata una professionista ternana di circa 50 anni. La 27enne avrebbe tentato di strapparle la borsa e, durante la colluttazione nata dalla resistenza della donna, quest’ultima è caduta a terra. Fortunatamente non ha riportato ferite, ma la dinamica dei fatti ha portato i Carabinieri a contestare il reato di tentata rapina.
Subito dopo il primo episodio, la donna avrebbe individuato una seconda vittima: una ragazza di 17 anni seduta su una panchina della stessa via. In questo caso il furto con strappo è riuscito e la 27enne si è impossessata della borsa della minorenne tentando poi di allontanarsi rapidamente.
Decisivo però l’intervento di una pattuglia dei Carabinieri impegnata nel controllo del territorio. I militari hanno notato quanto stava accadendo e sono riusciti a bloccare la donna poco dopo il colpo. La borsa della giovane è stata recuperata integralmente e restituita alla proprietaria.
Durante la successiva perquisizione personale, i Carabinieri hanno trovato addosso alla 27enne un coltello a serramanico lungo complessivamente 17,5 centimetri e un collo di bottiglia in vetro, entrambi sequestrati perché ritenuti oggetti atti ad offendere.
Su disposizione dell’Autorità giudiziaria competente, la donna è stata posta agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.
Si ricorda che il procedimento penale è attualmente nella fase del giudizio di primo grado e che l’indagata deve considerarsi innocente fino a eventuale condanna definitiva.

























