Trappolino e Di Girolamo criticano il metodo adottato dall’amministrazione: “Serve rispetto per istituzioni e cittadini”
Scontro politico sulle nomine al Comune e nelle società partecipate. Il Partito Democratico di Terni interviene con una nota firmata dal segretario provinciale Carlo Emanuele Trappolino e dal segretario comunale Leopoldo Di Girolamo, puntando il dito contro il metodo adottato dall’amministrazione guidata da Stefano Bandecchi.
“Il Comune di Terni e le sue partecipate non sono una proprietà privata – affermano i due segretari –. Sono istituzioni ed enti che operano al servizio dei cittadini e per questo devono essere amministrate con rispetto, responsabilità e decoro, con un progetto che guardi ai bisogni e alle opportunità della città”.
Nel mirino del Pd finisce quello che viene definito un “triste balletto delle nomine di giunta e ai vertici delle partecipate”, una gestione che, secondo Trappolino e Di Girolamo, rappresenterebbe “un metodo da rifuggire e condannare”. La critica riguarda in particolare lo spostamento di amministratori “come pedine, a prescindere da competenze ed esperienze e persino eludendo eventuali profili di incompatibilità”.
Per i vertici democratici si tratterebbe di una “visione proprietaria e padronale del potere” e di una gestione “distorta della cosa pubblica”, elementi che – sostengono – non sarebbero in linea con il ruolo istituzionale dell’ente.
“È tempo che si capisca che Terni non è in vendita e non lo sono i suoi cittadini – concludono –. Non siamo la repubblica delle banane e non abbiamo bisogno di un dittatore. Siamo una città libera e abbiamo bisogno di istituzioni all’altezza della nostra storia, nel segno del rispetto e della dignità”.
La presa di posizione del Pd apre così un nuovo fronte di confronto politico sulle scelte amministrative relative alle partecipate comunali, tema destinato a rimanere al centro del dibattito cittadino.








