Il gip ha disposto la custodia cautelare a Sabbione. La bambina è stata salvata grazie all’intervento di carabinieri e polizia dopo una lunga trattativa. L’uomo era sotto l’effetto della cocaina
È stato trasferito nel carcere di Sabbione il 38enne arrestato nei giorni scorsi a Terni dopo aver minacciato di gettarsi dall’ottavo piano di un palazzo di viale Rossini con la figlia di appena 11 mesi in braccio. Il giudice per le indagini preliminari ha disposto nei suoi confronti la custodia cautelare in carcere con l’accusa di tentato omicidio aggravato dalla minore età della bambina.
La vicenda si è verificata all’alba del 15 luglio, quando al Numero unico di emergenza è arrivata una richiesta di intervento per un uomo in evidente stato di alterazione psicofisica. All’arrivo del personale del 118, il 38enne si è allontanato a piedi, scalzo e a torso nudo, portando con sé la figlia.
Le ricerche, condotte dai carabinieri con il supporto della polizia di Stato, hanno consentito di rintracciarlo poco dopo nell’appartamento di un familiare, all’ottavo piano di uno stabile in viale Rossini. L’uomo si trovava sul balcone e, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, teneva la bambina oltre il parapetto, minacciando di lanciarsi nel vuoto se gli operatori si fossero avvicinati.
A quel punto è iniziata una delicata trattativa. Dopo un lungo dialogo, le forze dell’ordine sono riuscite a conquistare la fiducia del 38enne. Approfittando di un momento favorevole, i militari lo hanno bloccato e riportato all’interno dell’abitazione, mentre gli agenti della squadra Volante hanno contribuito a immobilizzarlo. La piccola è stata così messa in salvo e successivamente affidata alla madre.
Gli accertamenti eseguiti dopo il fermo hanno evidenziato che l’uomo era in possesso di circa due grammi di cocaina. Le analisi tossicologiche effettuate in ospedale hanno inoltre confermato l’assunzione della sostanza in quantità elevate.
Il difensore del 38enne ha sostenuto che il proprio assistito non avrebbe mai avuto l’intenzione di uccidere la figlia, ritenendo l’accusa di tentato omicidio, formulata dalla Procura in questa fase delle indagini, sproporzionata rispetto a quanto accaduto. Saranno i successivi sviluppi dell’inchiesta a chiarire definitivamente la vicenda.













