L’Ebitda medio delle società di capitale si ferma al 6,1%. Il manifatturiero pesa quasi la metà dell’economia ma rende poco; bene le costruzioni, in difficoltà il turismo
La crescita economica di Terni c’è, ma non basta. A dirlo è la nuova analisi della Camera di Commercio dell’Umbria, che misura la solidità del sistema produttivo attraverso l’Ebitda margin, il principale indicatore della capacità delle imprese di generare valore e sostenere investimenti. Il dato 2024 per il comune si ferma al 6,1%, un livello che colloca Terni sotto la media regionale (8,3%), nazionale (9,3%) e anche sotto la stessa Perugia, che raggiunge il 6,5%. Numeri che segnalano un tessuto imprenditoriale attivo, ma con margini troppo limitati per programmare crescita e innovazione.
L’Ebitda margin, la quota di ricavi che rimane all’impresa dopo i costi intermedi e del personale, è la risorsa con cui si finanziano innovazione, sviluppo e resilienza agli shock. È anche la differenza tra un territorio che cresce producendo ricchezza e uno capace di trattenerla. E in questo Terni mostra la sua principale criticità: una struttura produttiva sbilanciata verso la manifattura, settore dominante ma poco redditizio.
Industria: motore pesante ma poco efficiente
Il manifatturiero ternano rappresenta il 47% del valore aggiunto della città, più del doppio rispetto a Perugia (23,9%). Tuttavia, il rendimento è molto inferiore: l’Ebitda industriale è al 4,6%, mentre nel capoluogo raggiunge il 12,5%. La debolezza della marginalità non è episodica: negli ultimi anni il margine ha oscillato fra il 2,7% e il 5,3%, senza mai avvicinarsi ai livelli considerati solidi dal mercato. In un territorio così industrializzato, anche un incremento di pochi punti avrebbe un impatto significativo sull’intera economia.
Commercio stabile, costruzioni in forte espansione
Il commercio, pari al 12,9% dell’economia locale, mostra una redditività moderata ma costante: 3,8% nel 2024, dopo aver superato Perugia nel 2023. Le costruzioni, invece, trainano verso l’alto il quadro generale: con un Ebitda del 13,1%, quasi il doppio del valore perugino, il settore si conferma uno dei più dinamici e capaci di trasformare fatturato in valore.
Turismo debole, ma competenze avanzate in crescita
Il comparto turistico resta un punto fragile. L’alloggio e ristorazione registra un margine del 4,6%, mentre Perugia arriva al 9,9%, riflettendo la maggiore attrattività del territorio perugino e l’esigenza di un riposizionamento competitivo di Terni.
Di segno opposto il trend delle attività scientifiche e tecniche, che rappresentano un vero asset strategico. Pesano per il 12,8% del valore aggiunto locale, con una redditività elevata (16,3%), molto vicina a quella perugina. Questo comparto, fondato su capitale umano qualificato e servizi ad alta intensità di conoscenza, può diventare il ponte tra industria tradizionale e innovazione avanzata.
Una città che produce molto ma trattiene poco
Il quadro complessivo mostra un territorio fortemente produttivo, ma che fatica a trasformare produzione in capacità di investimento. Le costruzioni crescono, il commercio tiene e le professioni tecniche mostrano potenziale, ma la bassa marginalità del settore industriale trascina verso il basso la solidità dell’intero sistema economico.

Il presidente della Camera di Commercio dell’Umbria Giorgio Mencaroni sottolinea: “I dati mostrano un sistema ternano produttivo ma con margini ancora troppo bassi rispetto all’Umbria, al resto del Paese e anche a Perugia. Questo ci conferma che occorre rafforzare la capacità delle imprese di generare valore, perché solo così si costruisce crescita duratura. La Camera di Commercio dell’Umbria è impegnata a sostenere questa transizione, promuovendo percorsi di digitalizzazione, innovazione tecnologica e transizione ecologica, oggi decisivi per aumentare competitività e redditività. Stiamo investendo con decisione anche nella formazione delle competenze, affinché le imprese possano accedere a nuove tecnologie e nuovi modelli organizzativi. Allo stesso tempo crediamo nei giovani: li accompagniamo verso l’imprenditorialità e li aiutiamo a inserirsi nel mondo del lavoro, perché senza capitale umano preparato non c’è sviluppo. Terni può fare il salto, e la Camera è al suo fianco per trasformare potenzialità in risultati.”







