L’assessore allo Sviluppo economico raccoglie l’allarme dell’ad Menecali: «Serve una risposta nazionale ed europea per garantire parità di condizioni competitive»
«AST non può aspettare il 2029 e Terni non può permettersi di aspettare il 2029». L’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni, Sergio Cardinali, interviene dopo l’allarme lanciato dall’amministratore delegato di Arvedi AST, Dimitri Menecali, sui costi dell’energia e sui possibili effetti per produzione e occupazione.
Per Cardinali il prezzo dell’energia rappresenta oggi «il vero problema irrisolto» per il futuro della siderurgia ternana e, più in generale, per il sistema manifatturiero italiano. L’assessore ricorda il sostegno del Comune all’Accordo di programma per AST, agli investimenti e alla soluzione delle questioni ambientali e industriali, citando il risultato raggiunto sulla discarica di Valle e sul landfill mining.
Al centro resta però il nodo energetico. Cardinali richiama la posizione sostenuta dal sindaco Stefano Bandecchi sulla necessità che Terni possa beneficiare direttamente dell’energia idroelettrica prodotta nel territorio, recuperando lo storico rapporto tra produzione energetica e industria. Tra le ipotesi indicate dall’amministrazione comunale anche quella di aumentare la produzione attraverso nuove soluzioni, comprese le mini-turbine.
Il problema sono i tempi. Le attuali concessioni idroelettriche arrivano al 2029 e, secondo Cardinali, lo stabilimento non può attendere ancora anni per ottenere una risposta alla questione dei costi energetici.

Da qui la condivisione dell’allarme di Menecali e la richiesta di un intervento nell’immediato a livello nazionale e, possibilmente, europeo. Per l’assessore non si tratta di concedere privilegi ad Arvedi AST, ma di garantire alle imprese italiane condizioni competitive paragonabili a quelle dei concorrenti che operano nello stesso mercato europeo.
Cardinali mette infine in guardia dal rischio di una progressiva desertificazione industriale legata agli elevati costi energetici. «Difendere AST – conclude – significa difendere migliaia di posti di lavoro, l’economia di Terni e dell’Umbria e un patrimonio industriale strategico per l’intero Paese». Una questione sulla quale, secondo l’assessore, è necessaria un’azione comune di Terni, Umbria e Italia in Europa.
















