Dopo l’insediamento a Palazzo Gazzoli, l’ex aggiunto di Foggia promette autonomia, trasparenza e massima attenzione alle infiltrazioni criminali.
Antonio Laronga è ufficialmente il nuovo procuratore capo di Terni. Dopo il giuramento al Palazzo di Giustizia, l’ex aggiunto di Foggia — per anni impegnato contro la criminalità organizzata e sotto scorta — ha annunciato una linea chiara: «Vogliamo una giustizia vicina alla gente, libera da ogni condizionamento».
Priorità: furti, truffe e spaccio
Laronga ha indicato i reati più sentiti dai cittadini come primi obiettivi d’intervento: furti in abitazione, truffe agli anziani e spaccio di droga. «Sono crimini che toccano la vita quotidiana delle persone — ha spiegato — e su questi garantisco il massimo impegno».
Infiltrazioni e indipendenza
Pur escludendo la presenza di organizzazioni mafiose radicate in Umbria, il procuratore mette in guardia dal rischio di infiltrazioni economiche: «Le mafie investono dove ci sono soldi e occasioni di profitto. Serve vigilanza e collaborazione da parte di tutti».
Laronga ha poi ribadito l’autonomia assoluta della procura: «Le decisioni saranno prese con la nostra testa, nel rispetto della legge e senza pressioni esterne».
Strutture e personale da potenziare
Il nuovo capo della procura ha segnalato criticità nella sede di Palazzo Gazzoli, definita “inadeguata”, e la mancanza di personale amministrativo, con una scopertura superiore al 20%. «Un’istituzione centrale come la giustizia — ha detto — merita spazi e risorse all’altezza del suo ruolo».
“Servizio al territorio, non un’arena”
Con un approccio diretto e pragmatico, Laronga ha aperto una fase di rilancio per la procura ternana, fondata su dialogo, efficienza e prossimità: «Il processo non è una sfida tra parti, ma la ricerca della verità. E rispetto e imparzialità saranno i nostri principi guida».





