Momenti di tensione nella casa circondariale di Terni. Il SAPPE denuncia: “Istituto al collasso tra sovraffollamento e carenza di personale”
Ancora un grave episodio all’interno del carcere di Terni, dove nella giornata di ieri un detenuto ha tentato il suicidio salendo sul tetto della struttura e minacciando di lasciarsi cadere nel vuoto. A evitare la tragedia è stato il tempestivo intervento della Polizia Penitenziaria, che dopo una lunga trattativa è riuscita a convincere l’uomo a desistere.
L’episodio si è verificato intorno alle 13.40. Secondo quanto riferito dal SAPPE, il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, un detenuto di origini campane appartenente al circuito della media sicurezza sarebbe riuscito ad arrampicarsi sul tetto dell’istituto penitenziario utilizzando un lenzuolo come corda, legandolo al collo e minacciando di compiere un gesto estremo.
Immediato l’intervento di due Sovrintendenti della Polizia Penitenziaria che, nonostante le difficoltà e la pericolosità della situazione, hanno raggiunto il detenuto sul tetto avviando una lunga mediazione. L’uomo, già noto per precedenti episodi autolesivi, si trovava in forte stato di agitazione ma, grazie alla professionalità degli agenti, la trattativa si è conclusa positivamente senza conseguenze.
Il SAPPE Umbria ha espresso ringraziamento ai due Sovrintendenti e a tutto il personale in servizio nel carcere di Terni, sottolineando il quotidiano impegno degli agenti in una struttura definita ormai “ingestibile” a causa del sovraffollamento e della cronica carenza di organico.
«Quello di oggi è l’ennesimo episodio che dimostra come la Polizia Penitenziaria sia lasciata sola a gestire l’emergenza», ha dichiarato Fabrizio Bonino, segretario nazionale SAPPE per l’Umbria. «Due colleghi non più giovanissimi hanno rischiato la vita per salvare quella di un detenuto. Hanno fatto il loro dovere, ma è un dovere ormai al limite dell’eroismo quotidiano».
Bonino ha poi lanciato un appello al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e al Governo chiedendo «interventi strutturali immediati», con l’aumento del personale, corsi specifici per la gestione delle crisi e misure concrete per ridurre il sovraffollamento carcerario.
«Il carcere di Terni è una polveriera – ha aggiunto – tra detenuti con fragilità psichiche, personale ridotto all’osso e condizioni sempre più difficili. Senza interventi immediati, il rischio è che episodi simili possano trasformarsi in tragedie».
Il sindacato ha infine ribadito la propria solidarietà agli agenti della casa circondariale ternana, evidenziando come il sangue freddo e la professionalità dimostrati abbiano evitato conseguenze ben più gravi.

























