Attesa la deposizione di Fabio, un altro fratello di Laura, deciso a confrontarsi direttamente con l’uomo accusato dell’omicidio, Nicola Gianluca Romita
Si riaprono oggi le porte della Corte d’Assise di Terni per una nuova udienza del processo sul femminicidio di Laura Papadia, la 36enne uccisa dal marito il 26 marzo 2025 nella loro abitazione nel centro storico di Spoleto.
A un anno dalla tragedia, Laura è stata ricordata a Spoleto, dove le è stata dedicata una panchina rossa, simbolo della lotta contro la violenza sulle donne.

Sul banco degli imputati Nicola Gianluca Romita, detenuto dal giorno del delitto, accusato di omicidio volontario aggravato dal vincolo coniugale. Per lui si profila il rischio dell’ergastolo, mentre la difesa tenta di evitare la pena massima sostenendo una presunta semi-infermità mentale.
Nel corso della precedente udienza hanno testimoniato alcuni familiari della vittima – il padre e un fratello – oltre all’ex compagna e al figlio dell’imputato. Dalle loro parole è emerso il profilo di un uomo descritto come possessivo e talvolta aggressivo, contrario anche al desiderio della moglie di avere un figlio.

Nell’udienza odierna è attesa, tra le altre, la deposizione di Fabio, un altro fratello di Laura, deciso a confrontarsi direttamente con l’uomo accusato dell’omicidio. Costituite parti civili anche un’associazione antiviolenza e il Comune di Spoleto, a sottolineare come un femminicidio non sia mai un fatto privato, ma una ferita che riguarda l’intera collettività.






















