Utilizzata per la prima volta al Santa Maria una nuova endoprotesi multibranca prodotta negli Usa. Il paziente dimesso dopo appena quattro giorni.
Un intervento mini-invasivo di alta complessità per il trattamento di un aneurisma dell’aorta toraco-addominale è stato eseguito all’ospedale Santa Maria di Terni utilizzando, per la prima volta nella struttura, una nuova endoprotesi multibranca prodotta negli Stati Uniti e recentemente introdotta sul mercato europeo.
La procedura è stata effettuata attraverso piccoli accessi femorali e ascellari, evitando il tradizionale intervento chirurgico “open”, che comporta l’apertura di torace e addome. Il primo paziente sottoposto al trattamento è stato dimesso dopo quattro giorni, in buone condizioni cliniche, con una piccola incisione ascellare e accessi femorali millimetrici.
Un’endoprotesi per gli aneurismi più complessi
Il dispositivo utilizzato, denominato Thoracoabdominal Multibranched Endoprosthesis, è uno stent-graft dotato di particolari ramificazioni progettate per mantenere il flusso sanguigno verso gli organi vitali.
L’endoprotesi viene introdotta nei vasi sanguigni e consente di escludere e sigillare la sacca aneurismatica, prevenendo il rischio di rottura dell’aorta e preservando contemporaneamente la perfusione di reni e intestino.
La tecnologia può essere impiegata in particolare nel trattamento degli aneurismi pararenali e toraco-addominali, casi nei quali le procedure endovascolari tradizionali possono risultare difficilmente applicabili per la mancanza di un adeguato punto di ancoraggio delle protesi standard.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla disponibilità immediata del dispositivo. Si tratta infatti di una protesi cosiddetta “off-the-shelf”, che non richiede i tempi necessari per la realizzazione di un’endoprotesi personalizzata. Una caratteristica che può consentirne l’impiego anche nei pazienti che necessitano di un trattamento rapido.
L’équipe multidisciplinare del Santa Maria
L’intervento è stato portato a termine dalla Struttura complessa di Chirurgia Vascolare dell’Azienda Ospedaliera di Terni, diretta dal dottor Paolo Ottavi, in collaborazione con la Radiologia Interventistica diretta dal dottor Massimiliano Allegritti.
Alla procedura hanno contribuito anche la Cardioanestesia, diretta dal dottor Fabrizio Armando Ferilli, e la Cardiochirurgia diretta dal dottor Valentino Borghetti, disponibile per eventuali procedure aggiuntive.
L’approccio endovascolare, grazie alla minore invasività rispetto alla chirurgia tradizionale, può ampliare le possibilità di trattamento anche per pazienti anziani, fragili o caratterizzati da un’elevata complessità clinica.
Chirurgia vascolare, procedure aumentate del 28,3%
L’introduzione della nuova tecnologia si accompagna a una crescita dell’attività della Chirurgia Vascolare del Santa Maria. Secondo i dati diffusi dall’Azienda Ospedaliera di Terni, nei primi sette mesi del 2026 le procedure effettuate sono salite da 226 a 290 rispetto allo stesso periodo del 2025, con un incremento del 28,3%, il più elevato tra le strutture del Dipartimento Cardiotoracovascolare.
Nello stesso periodo i ricoveri sono aumentati del 20,1%, mentre il valore complessivo delle prestazioni ha registrato una crescita del 27,7%.
Per l’Azienda Ospedaliera, i risultati confermano il percorso di sviluppo della Chirurgia Vascolare ternana e la crescente capacità della struttura di affrontare trattamenti ad elevata complessità.
















