La Corte d’Assise di Terni condanna il 48enne per l’uccisione della moglie a Spoleto. Pena più severa rispetto ai 30 anni richiesti dalla Procura
Ergastolo per Nicola Gianluca Romita, ritenuto responsabile dell’omicidio della moglie Laura Papadia, avvenuto a Spoleto nel marzo 2025. La sentenza è stata pronunciata dalla Corte d’Assise al termine della camera di consiglio.
I giudici hanno inflitto la pena più severa, scegliendo una linea diversa rispetto a quella indicata dalla Procura, che aveva chiesto 30 anni di reclusione, escludendo la premeditazione e riconoscendo le attenuanti legate alla confessione e al comportamento processuale.
Il delitto, secondo quanto emerso nel corso del processo, si è consumato all’interno dell’abitazione della coppia al termine di una lite. Gli accertamenti medico-legali hanno stabilito che la donna è morta per strangolamento.
Nel dispositivo, la Corte ha disposto anche la decadenza dalla responsabilità genitoriale, l’interdizione perpetua dai pubblici uffici e il risarcimento dei danni alle parti civili, con provvisionali già fissate per i familiari della vittima.
La difesa ha annunciato ricorso in appello, ribadendo la necessità di approfondire le condizioni psichiche dell’imputato, tema già affrontato durante il dibattimento.




















