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Home » Omelia del Vescovo Giuseppe Piemontese al termine del servizio pastorale in Diocesi
Terni

Omelia del Vescovo Giuseppe Piemontese al termine del servizio pastorale in Diocesi

admin_editore09 Mins ReadDicembre 20, 2021
 
 

“Grazie a quanti hanno condiviso con me l’avventura e la fatica di accompagnare il percorso cristiano e pastorale della nostra Chiesa”

OMELIA DEL VESCOVO GIUSEPPE PIEMONTESE NELLA CELEBRAZIONE DI SALUTO AL TERMINE DEL SERVIZIO PASTORALE IN DIOCESI

UNA COMUNITA’ DI DISCEPOLI IN CONTINUO AVVENTO
In questa cattedrale, chiesa madre e segno sacramentale della Chiesa di Cristo, presente in questo territorio, tra di voi, popolo sacerdotale ricco di doni, ministeri, carismi vivo uno dei momenti più intensi del mio ministero di vescovo: la conclusione grata e benedicente.

 
 
 
 
 
 
 
 
 

Negli ultimi due mesi, alle comunità incontrate, ho potuto dire il mio grazie e affidare pensieri, e emozioni. Questa sera consegno a tutti voi sentimenti e parole di saluto e di gratitudine.

Possiamo condividere i doni nella memoria di quanto abbiamo ricevuto dal Signore: l’esistenza in questo mondo, la famiglia, la vocazione cristiana e la missione, l’esperienza di Chiesa in questo territorio e in questo tempo; insieme alimentiamo la speranza e la gioia dell’incontro e della venuta di Gesù.

Siamo una carovana di chiamati-vocati, che in forma sinodale, in presenza, con gioia espressa nel canto, si dedica alla condivisione, al dialogo, all’aiuto vicendevole, e soprattutto alla sanificazione e santificazione del mondo, dell’umanità ignara della presenza di Cristo risorto, distante e indifferente al messaggio di gioia consegnato da Gesù duemila anni addietro attraverso gli apostoli, i discepoli, la Chiesa.

Chiamato dal Buon Pastore, per mezzo del ministero petrino di papa Francesco, ho aderito pensoso, ma fiducioso e sono venuto in mezzo a voi. Senza pretese, ho risposto anch’io «Ecco, io vengo per fare la tua volontà». Appoggiato al pastorale tenero e dolce di ulivo, quale simbolo e richiamo del bastone di Mosè, della forza dell’amore di Gesù buon samaritano e unico pastore, ho cercato di usare il balsamo della consolazione e della misericordia nella guida del gregge tra i pascoli della parola, dei sacramenti, della comunione e della carità fraterna. “Misericordia et laetitia” è il motto-programma in capo a tutte le lettere e comunicazioni per attenermi allo spirito-guida.

Questa sera, come in tutta la nostra esistenza, vogliamo sentirci consolati e confortati dalla visita che Maria Santissima fa alla nostra Chiesa, simboleggiata da quella fatta ad Elisabetta nella casa di Zaccaria.

L’avvento ci invita a prendere atto della trasformazione del culto secondo lo spirito e le parole di Cristo nella lettera agli Ebrei: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti per il peccato…Ecco, io vengo per fare la tua volontà».

Nello spirito del Natale, è il dono del nostro corpo, con i segni distintivi e le caratteristiche fisiche, morali, emozionali e spirituali, l’offerta che insieme al corpo di Gesù nell’Eucarestia affidiamo al Padre e ci scambiamo e doniamo vicendevolmente.

RENDIMENTO DI GRAZIE

Grazie per aver accolto questo mio corpo-persona con i tanti limiti e imperfezioni ad esso connessi.

Grazie per aver accettato con docilità e benevolenza il mio ministero, guida e testimonianza.

Grazie per la simpatia mostrata al mio presentarmi da francescano ahimè, più con l’abito che con la testimonianza della vita.

Questa sera, nei miei intendimenti, la nostra convocazione ha lo scopo di rendere grazie al Signore per la sua presenza, manifestata e sperimentata in questi anni di ministero tra di voi, nella Chiesa che è in Terni-Narni-Amelia. Ma anche dire grazie a quanti hanno condiviso con me l’avventura e la fatica di accompagnare il percorso cristiano e pastorale della nostra Chiesa.

Un rapporto che si è avviato, costituito, consolidato tra me e voi, tra vescovo e cittadini, con i cristiani di questa porzione di popolo di Dio per disegnare  e rendere colorato e più bello il volto delle nostre città, delle nostre chiese, della nostra Chiesa diocesana.

 Ringraziamento, gratitudine, amicizia e condivisione del bene compiuto perché duri più a lungo, si custodisca nella memoria per prolungarne gli effetti e la soddisfazione.

MEMORIA GRATA DEL PASSATO

Sette anni e mezzo non è un tempo lungo per un mandato episcopale in una diocesi. Conoscere persone, fatti e situazioni, intessere relazioni, creare sintonia, avviare programmi, richiede tempo per la progettazione, la condivisione, la realizzazione, la verifica. Le imprese umane e spirituali richiedono tempo, decantazione e assestamento.  Guardando indietro mi rendo conto di quante iniziative avviate sono rimaste a metà, in corso d’opera. E tuttavia questi sette anni, con tutte le difficoltà e criticità ricevute in consegna all’inizio, sono stati anni benedetti, tempo di Dio, spazio di grazia, fecondato dallo Spirito Santo, guidato e addrizzato dal Buon Pastore, realizzato con la forza, la fatica e la collaborazione di tutti voi.

Ad uno sguardo d’insieme appare chiaro che sono stati anni chiaramente distinti nei periodi, nei percorsi programmatici pastorali e nelle provocazioni per il futuro.

Raccogliendo e inserendomi nei variegati e molteplici percorsi contenutistici e pastorali dei predecessori, i vescovi Gualdrini, Paglia, Vecchi, ho individuato nel binomio COMUNIONE E MISSIONE  l’alveo, il percorso, i contenuti e lo stile  per gli anni del mio ministero nella Chiesa diocesana di TNA.  Un programma, scaturito dalla urgenza di superare la stato di frammentarietà, divisione e autoreferenzialità delle varie realtà diocesane, e declinato e modulato nei varie circostanze temporali fino a imboccare decisamente l’alveo della sinodalità, secondo l’incoraggiamento di papa Francesco.

I sette anni sono distinti e riconoscibili in chiari blocchi temporali:

Il primo periodo della conoscenza e del rodaggio (2014-2015)

L’Anno Santo della Misericordia (Novembre 2015 – novembre 2016)

Il tempo del terremoto 2016-2017

Il tempo della Visita pastorale (2017-2019)

La Pandemia del Coronavirus (2020-2021)

Il 40° anniversario della visita di papa San Giovanni Paolo II a Terni e alle Acciaierie (2021)

Tempo di attuazione delle consegne della Visita pastorale a livello parrocchiale e foraniale (2021-2022)

In questa scansione temporale ha trovato la sua declinazione specifica il progetto pastorale Comunione e Missione:

Comunione e Missione nel tempo della Misericordia durante l’anno santo (2015-2016) con il giubileo di tutte le categorie sociali, civili e religiose, culminato nell’ingresso processionale e penitenziale della Porta santa della cattedrale

Comunione e missione nella nostra chiesa diocesana, “Il Signore visita il suo popolo” nel tempo della preparazione e della realizzazione della visita pastorale alle foranie, alle parrocchie, alle Istituzioni (2017-2019);

Comunione e Missione nel tempo della pandemia , che ha incoraggiato la comunità a rafforzare la comunione nel tempo della quarantena e nella missione dell’annuncio del vangelo e della carità in una grave situazione di emergenza umana, sociale e religiosa.

Il 40° anniversario della visita di papa San Giovanni Paolo II a Terni e alle Acciaierie (2021) è stata l’occasione per riproporre i messaggi sul vangelo del lavoro, tutt’ora attuali, rivolti dal papa polacco agli operai, alla città e alla Chiesa diocesana sul tema del lavoro e della comunione con gli operai.

L’avvio dell’anno pastorale 2021-2022 ha coinvolta la chiesa diocesana sul tema della comunione-sinodalità e all’attuazione delle consegne della visita pastorale. Ma i disegni del Signore hanno riservato alla nostra Chiesa la sorpresa del nuovo vescovo nella persona di mons. Francesco Antonio Soddu, al quale spetterà ricevere il testimone per una chiesa sinodale.

L’importanza della presenza di San Valentino nella città di Terni ha portato la diocesi interrogarsi su come svilupparne la devozione e la spiritualità, ripensando anche le modalità di celebrare la festa. E’ stata rimarcata la centralità della cattedrale negli eventi celebrativi e proposti ogni anno temi particolari quali: famiglia, amore, giovani, lavoro. Inoltre si è avviata la tradizione della processione per le vie della città con l’urna del Santo, integrata dal messaggio del vescovo alla città. Ulteriori proposte e approfondimenti andrebbero messi in cantiere da parte della parrocchia omonima, del comitato diocesano e anche dalle autorità e forze culturali cittadine.

Preparando questa omelia, ho sfogliato l’album delle fotografie di questi anni, l’annuario dei vivi e dei defunti, gli atti della visita pastorale, ho richiamato alla memoria i fatti, i visi, le particolarità e i doni di quanti ho conosciuto e frequentato.

A tutti e a ciascuno rivolgo oggi un pensiero di amicizia e di gratitudine, accompagnata da una preghiera e anche da una richiesta di scusa o di perdono.

La gente comune, adulti, anziani i poveri incontrati, gli immigrati, gli ammalati, i detenuti,

tanti dai volti indistinti ma familiari e cari.

I preti e i diaconi, fratelli nel sacerdozio, primi collaboratori nel ministero.

Le religiose, i religiosi, consacrati/e: frati, suore, monache di clausura.

I laici, singoli o aggregati nelle molteplici e varie associazioni, gruppi, movimenti ecclesiali quale preziosa e primaria interfaccia nella testimonianza e fermento evangelico nel mondo.

I rappresentanti delle Istituzioni e delle autorità civili e militari, che si sono succedute nel tempo, verso i quali ho sempre mostrato deferenza e stima, in alcuni casi affetto.

I giovani, che ho definito “una generazione assente” hanno verso noi adulti un credito di attenzione, di fiducia, di dedizione.

GRAZIE!

Ora è l’ora del ringraziamento, della speranza e della fiducia nella presenza del Signore, che fa sempre cose nuove, e le farà ancora in questa Chiesa, che è la sua dai tempi di Valentino, Giovenale, Firmina, Anastasio. E presto sarà del vescovo Francesco Antonio, segno sacramentale della presenza di Gesù, quale dono natalizio per ciascuno di noi, per la nostra chiesa e le nostre città.

Con un po’ di presunzione, parafrasando l’apostolo Paolo, con buona coscienza, ardisco affermare  di essermi sforzato di farmi tutto a tutti.  Confido nella misericordia del Padre e nelle vostre preghiere.

Come ho detto ai ternani, così ripeto alla Chiesa diocesana; sii te stessa… volgi lo sguardo alla stella, che è Cristo, la stella polare, la stella cometa che ha guidato i magi, la stella di Maria.

Continuate ad essere forti in questo tempo di pandemia, di trasformazioni, di ripresa e di rinascita.

Il Signore vi benedica e vi dia la Pace!

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