Presentato lo studio che ha confrontato otto possibili localizzazioni. Previsti 600 posti letto, tempi di realizzazione fino a otto anni e avvio del cantiere entro i primi cinque
Un nuovo ospedale da circa 600 posti letto, un investimento stimato in 550 milioni di euro e un percorso che, secondo il cronoprogramma illustrato dalla Regione Umbria, potrebbe portare all’apertura del cantiere entro cinque anni e al completamento dell’opera in un massimo di otto. Sono questi gli elementi principali del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) per il nuovo ospedale Santa Maria di Terni, presentato venerdì 31 luglio nella sede regionale di via Saffi.
Il documento, approvato dalla Giunta regionale con la delibera n. 864 del 31 luglio, rappresenta lo studio tecnico che ha confrontato tutte le possibili soluzioni localizzative per individuare quella ritenuta più idonea alla realizzazione del nuovo polo ospedaliero.
Alla conferenza stampa hanno partecipato la presidente della Regione Stefania Proietti, l’assessore regionale all’Edilizia sanitaria Francesco De Rebotti, i direttori regionali Daniela Donetti e Gianluca Fagotti e il direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Terni Andrea Casciari.

Sabbione in testa alla graduatoria tecnica
Lo studio ha preso in esame otto diverse ipotesi, raggruppate in tre macro-soluzioni: interventi sull’attuale sede di Colle Obito, nuove aree interne al tessuto urbano e altre localizzazioni nel territorio comunale.
La valutazione, basata su venti parametri tra cui costi, tempi di realizzazione, accessibilità, impatto territoriale e aspetti sanitari, ha assegnato il punteggio più elevato all’area di Sabbione, con 4,07 punti su 5.
Seguono Campitello (3,89), Colle Obito con nuovo ospedale integrato (3,46), Gabelletta (3,36), Stazione Rfi (3,19), Colle Obito con nuova struttura da 120 mila metri quadrati (3,14), Colle Obito con ristrutturazione e ampliamento (2,63) e Colle Obito con ristrutturazione integrale (2,59).
Secondo quanto illustrato dalla Regione, l’ipotesi Sabbione garantisce il miglior equilibrio tra costi, tempi e funzionalità, evitando inoltre le criticità operative legate alla costruzione all’interno di un ospedale già in attività.
Un Dea di II livello da 600 posti letto
Il nuovo Santa Maria manterrà il ruolo di Dea di II livello, punto di riferimento per le emergenze-urgenze ad alta complessità, con una forte integrazione tra assistenza sanitaria, ricerca e didattica universitaria.
Il quadro esigenziale approvato dalla Regione prevede una struttura con:
- circa 600 posti letto;
- una superficie compresa tra 110.000 e 120.000 metri quadrati;
- tra 2.000 e 2.500 posti auto.
Il progetto punta inoltre su digitalizzazione, sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica, con un’organizzazione articolata in nove poli funzionali e percorsi separati per emergenza, ricoveri programmati e attività ambulatoriali.
I prossimi passaggi
Nei prossimi quattro-sei mesi sarà avviato il dibattito pubblico previsto dalla normativa, mentre parallelamente verrà definito il quadro finanziario dell’intervento e completati gli ultimi adempimenti necessari per avviare la progettazione.

L’assessore regionale Francesco De Rebotti ha definito il nuovo ospedale «l’opera strategica più importante per l’Umbria dei prossimi anni», sottolineando l’obiettivo di rafforzare l’attrattività del sistema sanitario regionale e ridurre la mobilità passiva.
La presidente Stefania Proietti ha parlato di «una pietra miliare per il nuovo ospedale di Terni», evidenziando come il percorso sia stato scandito dall’approvazione del nuovo Piano esigenziale, del Documento di fattibilità e del Documento di indirizzo alla progettazione. «Entro 4-6 mesi – ha affermato – contiamo di concludere il dibattito pubblico e definire, con il supporto di Cassa Depositi e Prestiti, il quadro finanziario dell’intervento per avviare la progettazione».















