Bandecchi guida la mobilitazione davanti alla Regione: “Servono scelte concrete e tempi certi”. Il centrosinistra replica: “Contraddizioni e sanità pubblica a rischio”
Prende il via oggi la mobilitazione di dieci giorni per il nuovo ospedale di Terni, una protesta annunciata dal sindaco Stefano Bandecchi e destinata a tenere alta la tensione politica e istituzionale sul futuro della sanità ternana e umbra. Il presidio si svolge davanti alla sede della Regione Umbria e vedrà lo stesso Bandecchi in prima linea, affiancato da Gianfranco Colasanti, delegato comunale alla sanità e presidente dell’Unmil.
Al centro della protesta c’è la richiesta di scelte chiare e tempi certi per la realizzazione del nuovo ospedale, considerato dall’amministrazione comunale di Terni un’infrastruttura strategica e non più rinviabile. Secondo il sindaco, il progetto basato sul project financing, promosso in passato da Alternativa Popolare, rappresentava una soluzione concreta, più rapida ed economicamente sostenibile rispetto all’ipotesi avanzata dalla Regione per l’area di Colle Obito.

Bandecchi non usa mezzi termini: «Con il project financing si sarebbero spesi tra i 220 e i 280 milioni di euro. Con la proposta della Regione si parla di 780 milioni». Parole accompagnate da un duro attacco politico alla sinistra: «Se non sapete lavorare, andate a casa. Il vostro livello culturale, politico ed economico è basso».
In una nota ufficiale, il primo cittadino 10 giorni fa aveva lanciato l’appello alle istituzioni, alle forze politiche e ai cittadini, ribadendo che la questione ospedale non può essere ridotta a uno scontro ideologico. «Non è più tempo di divisioni – scriveva – qui non si parla di destra o sinistra, ma del diritto alla salute e del rispetto dovuto a una città che non può essere penalizzata da scelte incomprensibili».
Le forze di opposizione sottolineano le contraddizioni dell’iniziativa, ricordando come Bandecchi abbia costruito gran parte della propria azione politica su modelli di sanità privata. «È singolare – affermano – che oggi si presenti come difensore dell’ospedale pubblico».
La Regione, dal canto suo, rivendica l’obiettivo di rafforzare la sanità pubblica e di realizzare un ospedale centrale capace di servire l’intero sistema sanitario umbro. Viene inoltre ricordato come il project financing sia già stato bocciato due volte, proprio perché ritenuto non adeguato, contribuendo di fatto a rallentare l’iter complessivo.
La protesta nasce dunque da due visioni opposte. Da un lato, l’amministrazione comunale di Terni rivendica pragmatismo, rapidità e sostenibilità economica, accusando la Regione di aver fermato una soluzione già pronta e finanziata. Dall’altro, il centrosinistra e la giunta regionale pongono l’accento sulla centralità della sanità pubblica, sulla programmazione di lungo periodo e sulla necessità di evitare modelli ritenuti rischiosi o già superati.
Nel mezzo restano i cittadini, spettatori e al tempo stesso protagonisti di una partita che riguarda direttamente il loro diritto alla salute. I dieci giorni di mobilitazione annunciati da Bandecchi puntano proprio a questo: riportare la questione ospedale al centro del dibattito pubblico e costringere la politica regionale a una scelta definitiva. Se sarà un punto di svolta o solo l’ennesimo capitolo di uno scontro senza sintesi, lo diranno i prossimi giorni.




