Le organizzazioni sindacali denunciano una situazione sempre più critica a Sabbione: “Struttura al collasso, servono interventi urgenti per la sicurezza”
Prosegue lo stato di agitazione della Polizia penitenziaria nel carcere di Terni. A comunicarlo sono le organizzazioni sindacali del comparto, che denunciano una situazione sempre più difficile all’interno della casa circondariale di Sabbione e chiedono interventi urgenti per garantire la sicurezza dell’istituto e degli agenti in servizio.
La decisione di prorogare la mobilitazione, spiegano i sindacati, arriva dopo le recenti assegnazioni di ulteriori nove detenuti. Tra questi, secondo quanto riportato nella nota, vi sarebbe anche uno dei partecipanti alla rivolta avvenuta il 22 febbraio scorso, insieme ad altri detenuti ritenuti tra gli istigatori dei disordini. Una scelta che, secondo le organizzazioni sindacali, rischierebbe di inviare un messaggio sbagliato e di alimentare ulteriori comportamenti aggressivi nei confronti del personale penitenziario.
I rappresentanti dei lavoratori parlano apertamente di una struttura “al collasso”, frutto – a loro dire – di decisioni assunte nel tempo da uffici lontani dalla realtà operativa del carcere. La presenza di numerosi detenuti considerati violenti nelle sezioni di media sicurezza renderebbe infatti sempre più complessa la gestione quotidiana dell’istituto.
Nella nota sindacale viene inoltre segnalato un grave episodio avvenuto nella sezione G, area destinata all’accoglienza e all’isolamento. Dopo una giornata segnata da comportamenti violenti, incendi e allagamenti, un detenuto straniero ha tentato di togliersi la vita impiccandosi con un laccio ricavato dagli indumenti. Il tempestivo intervento degli agenti della Polizia penitenziaria, insieme al personale sanitario, ha evitato il peggio. L’uomo è stato successivamente trasferito nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Terni.
Secondo i sindacati, la sezione sarebbe inoltre priva di adeguati sistemi di sicurezza, tra cui impianti antincendio e aspiratori di fumo, e sarebbe spesso teatro di eventi critici. A ciò si aggiungono turni di lavoro particolarmente pesanti per il personale, che in molti casi supererebbero le dodici ore giornaliere.
Alla luce della situazione, le organizzazioni sindacali chiedono ai vertici dell’amministrazione penitenziaria interventi concreti per mettere in sicurezza l’istituto e alleggerire il carico di lavoro degli agenti.
Il comunicato è firmato da Romina Raggi (Sappe), Francesco Petrelli (Sippe-Sinappe), Lorella Collaretti (Uspp) e Marco Galletti (Uil PA Polizia Penitenziaria).








