Maxi operazione della Polizia Penitenziaria con 210 agenti: sequestrati telefoni, smartwatch e hashish, 35 detenuti denunciati.
Un’imponente operazione della Polizia Penitenziaria riporta sotto i riflettori il tema della sicurezza nelle carceri umbre. Nella serata del 14 luglio, all’interno della Casa di Reclusione di Terni, il reparto di Alta Sicurezza è stato interessato da un controllo straordinario coordinato dal Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per Umbria e Marche insieme al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria.
L’intervento ha coinvolto ben 210 appartenenti al Corpo di Polizia Penitenziaria, supportati dai reparti specializzati USPeV, GOM, GIO e dalle unità cinofile, che hanno passato al setaccio celle e spazi comuni alla ricerca di materiale illecito.

L’esito dell’operazione evidenzia numeri di particolare rilievo. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati 50 telefoni cellulari, 5 smartwatch, oltre 100 grammi di hashish e numerosi altri oggetti vietati dal regolamento penitenziario. Al termine delle verifiche, 35 detenuti sono stati deferiti all’Autorità giudiziaria per le ipotesi di reato contestate. Dal Provveditorato regionale è arrivata soddisfazione per il risultato ottenuto, ritenuto la conferma dell’efficacia dell’attività di controllo svolta negli istituti penitenziari e dell’impegno costante dell’Amministrazione nel contrasto ai fenomeni di illegalità. Un ringraziamento particolare è stato rivolto a tutto il personale impiegato nell’operazione per la professionalità dimostrata.
A commentare l’intervento è stato anche Fabrizio Bonino, segretario regionale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) per l’Umbria, che ha riconosciuto l’efficacia dell’operazione sotto il profilo investigativo, sottolineando tuttavia come il ritrovamento di un numero così elevato di cellulari e sostanze stupefacenti rappresenti anche la dimostrazione delle gravi criticità che continuano a interessare il sistema carcerario.
Secondo Bonino, il solo sequestro del materiale illecito e il deferimento dei responsabili non sarebbero sufficienti a contrastare efficacemente il fenomeno. Il rappresentante sindacale chiede infatti un cambio di passo nelle misure disciplinari, con provvedimenti più incisivi nei confronti dei detenuti trovati in possesso di telefoni e droga, compresi trasferimenti in altri istituti e sanzioni più severe, ritenute necessarie per garantire maggiore sicurezza al personale penitenziario.
Il blitz di Terni riaccende il dibattito sulla sicurezza all’interno delle carceri italiane. Il ritrovamento di decine di telefoni cellulari in un reparto di Alta Sicurezza dimostra come l’introduzione di dispositivi elettronici e sostanze stupefacenti continui a rappresentare una delle principali sfide per l’Amministrazione Penitenziaria.
L’operazione di Terni rappresenta senza dubbio un successo operativo della Polizia Penitenziaria, tuttavia, il dato che più colpisce non è soltanto il numero dei sequestri, ma il fatto che un quantitativo così elevato di telefoni e droga fosse presente all’interno di un reparto destinato a detenuti di Alta Sicurezza: un elemento che impone una riflessione più ampia: da una parte sull’efficacia dei controlli ordinari, dall’altra sulla necessità di rafforzare strumenti tecnologici, prevenzione e regime disciplinare.















