Il confronto sull’Accordo di programma. Urso: «Monitorare investimenti e cronoprogramma». Previsti 557 milioni di euro entro il 2028
Nuovo passaggio al Mimit sul futuro di Acciai Speciali Terni, con il nodo del costo dell’energia al centro del confronto. Si è svolta oggi, lunedì 28 settembre, a Roma la prima riunione del Comitato esecutivo dei sottoscrittori dell’Accordo di programma firmato nel giugno 2025 per il rilancio, la riconversione industriale e la decarbonizzazione del sito ternano.
Al tavolo hanno partecipato, tra gli altri, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e gli assessori regionali Thomas De Luca e Francesco De Rebotti. Nel corso dell’incontro sono stati ascoltati anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.
Il confronto ha riguardato lo stato di avanzamento del piano industriale e le prospettive dello stabilimento, con particolare attenzione ai costi dell’energia e agli strumenti necessari per ridurne l’impatto sulle produzioni energivore.
Secondo quanto comunicato dal Mimit, l’Accordo di programma prevede 557 milioni di euro di investimenti entro il 2028, destinati all’efficientamento e all’ammodernamento degli impianti, al rafforzamento della produzione di acciaio inox, allo sviluppo dell’acciaio elettrico e alla sostenibilità ambientale.
«Gli impegni assunti dal Mimit con l’Accordo di Programma per il rilancio, la riconversione industriale e la decarbonizzazione del sito di AST Terni sono stati mantenuti», ha affermato Urso, richiamando i Contratti di sviluppo e la normativa nazionale sui rottami ferrosi, già presentata a Bruxelles e attualmente all’esame delle istituzioni europee. Il ministro ha sottolineato la necessità di seguire l’avanzamento degli investimenti e il rispetto del cronoprogramma.

Energia, tavolo tecnico sulle grandi derivazioni idroelettriche
Sul fronte energetico, la Regione Umbria ha annunciato di aver chiesto e ottenuto l’apertura formale di un tavolo tecnico sul disegno di legge regionale pre-adottato in materia di grandi derivazioni idroelettriche. L’obiettivo è verificare preventivamente ed eliminare eventuali criticità sotto il profilo della legittimità costituzionale, in modo da garantire certezza al quadro normativo.
La Regione ha inoltre illustrato un cronoprogramma delle procedure amministrative fino alla naturale scadenza delle concessioni idroelettriche, prevista nel 2029, definendo così il percorso per la gestione della risorsa idrica ed energetica anche in rapporto alle esigenze della produzione industriale.
Lo stesso ministro Urso ha indicato la necessità di un ulteriore approfondimento tecnico sul tema dell’energia, da condurre insieme al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e alla Regione Umbria, con l’obiettivo di individuare una soluzione che sia sostenibile per l’impresa e per il territorio e compatibile con le regole europee.
Centrale di Pentima, la Regione punta ad avviare la gara
Un altro punto emerso dal vertice riguarda la centrale idroelettrica di Pentima. La Regione ha comunicato l’intenzione di avviare le procedure di gara nel più breve tempo possibile.
La procedura sarà gestita separatamente rispetto alle altre concessioni regionali, tenendo conto della particolare situazione patrimoniale dell’impianto, con le opere bagnate di proprietà di Arvedi AST.
Sul tavolo anche il tema del rottame ferroso. La presidente Proietti ha confermato la disponibilità della Regione a sostenere in sede europea i provvedimenti nazionali finalizzati alla tutela della competitività della siderurgia, con particolare riferimento alla misura relativa al credito d’imposta per l’acquisto e l’utilizzo del rottame ferroso, considerata strategica per ridurre i costi produttivi dei forni elettrici.
Investimenti e occupazione sotto monitoraggio
Nel corso dell’incontro sono intervenute anche le organizzazioni sindacali. La Regione sottolinea come il confronto abbia evidenziato da una parte la progressione degli impegni sul fronte degli investimenti e dei livelli occupazionali e, dall’altra, la necessità di arrivare rapidamente a risultati sul costo dell’energia, elemento decisivo per la competitività dello stabilimento nel mercato siderurgico europeo.
Il monitoraggio dell’Accordo di programma, ha precisato il Mimit, proseguirà nei prossimi mesi per verificare il rispetto degli obiettivi industriali, l’avanzamento degli investimenti e il rafforzamento della competitività e dell’occupazione dello stabilimento ternano.
La Regione Umbria ha infine ribadito il proprio impegno per la salvaguardia del sito produttivo di Terni, dei volumi produttivi e dei livelli occupazionali, attraverso gli interventi di competenza regionale e il sostegno alle misure energetiche nazionali ed europee.
















