Emergenza acqua potabile a Terni: ordinanza del sindaco Bandecchi, divieto di utilizzo per bere e preparare alimenti nelle zone di Campomicciolo e San Valentino
Proseguono i controlli sulla rete idrica di Terni dopo il problema registrato al serbatoio di Campomicciolo, che da venerdì scorso ha provocato disagi in una parte della città. Nonostante le prime analisi non abbiano evidenziato anomalie nella qualità dell’acqua, il Comune ha scelto la strada della massima precauzione, disponendo il divieto di utilizzo dell’acqua potabile tra Campomicciolo e San Valentino.
Secondo quanto spiegato da Sii e Asm, il guasto è stato del tutto imprevedibile. Ricevute le prime segnalazioni, i tecnici sono intervenuti immediatamente per mettere in sicurezza l’impianto.
Per eliminare l’acqua torbida presente nel serbatoio è stato necessario procedere allo svuotamento della struttura, scaricando completamente l’acqua e immettendo successivamente nuova acqua limpida nella rete di distribuzione. Le operazioni sono andate avanti per tutta la notte, seguite da monitoraggi, manovre sulla rete e campionamenti effettuati in collaborazione con l’Usl Umbria 2.
Le due società precisano che le analisi eseguite finora non hanno rilevato criticità sotto il profilo della qualità dell’acqua. Tuttavia, in via precauzionale, proseguono tutti i controlli previsti dai protocolli per garantire la massima sicurezza ai cittadini.

Nonostante i primi riscontri tecnici, nella serata di sabato 18 luglio il sindaco Stefano Bandecchi ha firmato un’ordinanza che vieta temporaneamente l’utilizzo dell’acqua della rete idrica nelle zone comprese tra Campomicciolo e San Valentino. Come spiegano da Palazzo Spada, il provvedimento è stato adottato dopo una segnalazione dell’Usl Umbria 2 relativa a un inconveniente igienico-sanitario sulla qualità dell’acqua.
L’ordinanza, valida fino a nuova revoca, vieta l’utilizzo dell’acqua del rubinetto per:
- bere;
- preparare alimenti e bevande;
- lavare gli alimenti;
- effettuare l’igiene orale.
Il provvedimento interessa anche l’Azienda ospedaliera Santa Maria, nel rispetto delle competenze della direzione sanitaria per l’organizzazione delle misure interne.
Per garantire la continuità del servizio, nella mattinata di sabato l’ospedale Santa Maria è stato rifornito attraverso autobotti. Successivamente, sulla base delle indicazioni dell’Usl Umbria 2, nel primo pomeriggio è stata ripristinata la normale erogazione dell’acqua all’ospedale e il servizio con autobotti è stato sospeso perché non più necessario.















