Il velivolo telecomandato, carico di 300 grammi di hashish e due smartphone, è stato intercettato dagli agenti della Polizia penitenziaria del carcere di Maiano grazie a un jammer. Il responsabile è finito nel carcere di Capanne
Tentativo di traffico hi-tech sventato dagli agenti della Polizia penitenziaria a Spoleto. Nella notte, un uomo di origini campane è stato arrestato dopo aver tentato di introdurre droga e telefoni cellulari all’interno della casa di reclusione di Maiano utilizzando un drone.
Il velivolo, carico di circa 300 grammi di hashish, due smartphone, cavetti per la ricarica e microsim, è stato intercettato e bloccato grazie all’intervento tempestivo degli agenti, che hanno utilizzato un jammer per disturbare il segnale di controllo remoto.
Dopo aver respinto il drone, le forze dell’ordine hanno avviato una perlustrazione nei campi circostanti l’istituto penitenziario, individuando un uomo che si aggirava con fare sospetto. Alla richiesta di spiegazioni, il soggetto non è riuscito a giustificare la propria presenza nella zona. Condotto all’interno del carcere per gli accertamenti di rito, ha infine confessato di essere il responsabile del tentativo di consegna del pacco.
L’arresto è stato convalidato e l’uomo è stato trasferito presso la casa circondariale di Capanne (Perugia).
L’episodio conferma l’attenzione crescente delle autorità penitenziarie verso l’uso dei droni per introdurre illegalmente sostanze stupefacenti e dispositivi elettronici all’interno delle carceri, una pratica che negli ultimi mesi ha registrato un preoccupante aumento in diversi istituti italiani.



















