Il giovane cuoco bengalese trovato fatto a pezzi in un sacco vicino alla stazione di Spoleto. Ipotesi di lite per un prestito non restituito
Proseguono senza sosta le indagini sul brutale omicidio di Bala Sagor, conosciuto dagli amici come Obi, il 21enne originario del Bangladesh trovato fatto a pezzi all’interno di un sacco della spazzatura, abbandonato in un’area verde nei pressi della stazione ferroviaria di Spoleto. Un ritrovamento macabro che ha sconvolto l’intera comunità locale.
Secondo gli inquirenti, l’omicidio potrebbe essere avvenuto in un luogo diverso da quello del ritrovamento, dove sono stati trovati anche alcuni effetti personali della vittima, tra cui una bicicletta elettrica. L’attenzione investigativa è ora concentrata nel ricostruire le ultime ore di vita del giovane.
Le indagini e il sospettato
I carabinieri del Reparto operativo hanno acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e ascoltato amici e conoscenti della vittima. Dalle prime ricostruzioni è emersa la figura di un possibile sospettato: un uomo di circa trent’anni, di nazionalità ucraina, residente non lontano dall’abitazione dove viveva Sagor.

Secondo indiscrezioni, il sospettato – un aiuto cuoco che in passato aveva lavorato fianco a fianco con la vittima in un ristorante del centro – sarebbe stato al centro di alcuni contrasti con Sagor, forse legati a un prestito mai restituito. L’uomo è stato sentito a lungo nella caserma dei carabinieri e la sua abitazione, insieme al garage, è stata posta sotto sequestro e presidiata per tutta la giornata di ieri.
Al momento non ci sono certezze, solo piste investigative che necessitano di conferme. L’autopsia, disposta dal Procuratore, Claudio Cicchella, sarà fondamentale per chiarire le cause della morte e stabilire con maggiore precisione il luogo e il momento in cui è stato commesso l’omicidio.
Il profilo della vittima
Bala Sagor viveva a Spoleto da circa due anni ed era ospite di una comunità di accoglienza. Arrivato in Italia giovanissimo, aveva intrapreso un percorso di inserimento lavorativo: prima come lavapiatti, poi come aiuto cuoco in un noto ristorante della città. I colleghi lo descrivono come un ragazzo educato, discreto e senza vizi, benvoluto da tutti.
Dopo la sua improvvisa scomparsa, i familiari avevano presentato denuncia ai carabinieri, mentre la comunità bengalese del territorio si era mobilitata esprimendo profonda preoccupazione. La notizia del suo tragico destino ha gettato nello sconforto connazionali e amici, che ora chiedono giustizia.
Un giallo ancora aperto
Gli investigatori non escludono alcuna pista, pur concentrandosi sull’ipotesi di una lite degenerata in tragedia. L’omicidio di Bala Sagor resta al momento un giallo complesso, con molti aspetti da chiarire. L’intera città di Spoleto segue con apprensione l’evolversi delle indagini, in attesa che la verità venga alla luce.


















