Possibile verdetto della Corte d’Assise di Terni per l’omicidio del 21enne bengalese ucciso e fatto a pezzi nel settembre scorso
Nella giornata di domani, si sujppone, potrebbe esserci la attesa sentenza di primo grado del processo per l’omicidio di Bala Sagor, il 21enne bengalese conosciuto dagli amici come “Obi”, assassinato e successivamente fatto a pezzi a Spoleto il 18 settembre scorso. Davanti alla Corte d’Assise di Terni, presieduta dal giudice Simona Tordelli, è imputato il 33enne cuoco ucraino Dmytro Shuryn, reo confesso del delitto. L’uomo deve rispondere delle accuse di omicidio volontario aggravato dai futili motivi, vilipendio e occultamento di cadavere.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il giovane richiedente asilo sarebbe stato ucciso con una coltellata al collo al culmine di una breve colluttazione avvenuta nell’abitazione dell’imputato. Alla base della lite ci sarebbe stato un piccolo debito di circa 200 euro che la vittima pretendeva venisse restituito.

Dopo il delitto, il corpo del 21enne venne smembrato nel tentativo di occultarne i resti, un particolare che ha profondamente scosso l’opinione pubblica umbra e nazionale.
Nel corso del procedimento si sono costituiti parte civile i genitori, le due sorelle e la nonna di Bala Sagor, descritto da amici e conoscenti come un ragazzo tranquillo, corretto e ben integrato. Vittima e imputato avevano lavorato insieme nello stesso ristorante di Spoleto fino a pochi mesi prima dell’omicidio.
La requisitoria odierna della Procura di Spoleto, rappresentata dal procuratore capo Claudio Cicchella e dal sostituto procuratore Roberta Del Giudice. Per Dmytro Shuryn il rischio concreto è quello della condanna all’ergastolo.















