Respinta la richiesta sulla ludopatia dell’imputato. Ammessi i familiari della vittima come parti civili, ricostruito in aula il delitto per un debito di 200 euro
Domani Dmytro Shuryn, 33enne ucraino, sarà nuovamente in aula davanti alla Corte d’Assise di Terni nel processo per l’omicidio di Bala Sagor, il 21enne bengalese ucciso a Spoleto nel settembre scorso. L’imputato è accusato di omicidio volontario aggravato da futili motivi, vilipendio e occultamento di cadavere e rischia l’ergastolo.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il delitto sarebbe nato da una lite per un debito di circa 200 euro. Sagor si era recato nell’abitazione di Shuryn anche per ricevere aiuto nella compilazione di documenti, ma il confronto sarebbe degenerato rapidamente. L’imputato avrebbe colpito la vittima al collo con un coltello, per poi smembrare il corpo e disperderne i resti in diverse zone tra città e aree boschive.
Decisive le immagini di videosorveglianza e le intercettazioni, che hanno consentito di ricostruire gli spostamenti dell’uomo dopo il delitto. Shuryn aveva inizialmente confessato, salvo poi ritrattare e smentire nuovamente.
Nella prima udienza del 21 aprile, i giudici hanno respinto la richiesta della difesa di una perizia psichiatrica legata alla presunta ludopatia dell’imputato, ritenendo non necessario accertare eventuali compromissioni della capacità di intendere e volere. Ammessi come parti civili i familiari della vittima.
Il calendario processuale è già stato fissato: se rispettato, la sentenza potrebbe arrivare all’inizio di giugno.

























