È scomparsa a 100 anni la sorella di Gianni e Susanna Agnelli: sindaca di Campello sul Clitunno, presidente della Fondazione Agnelli e figura chiave nella storia del Festival dei Due Mondi
Si è spenta il 26 dicembre 2025, all’età di 100 anni, Maria Sole Agnelli, sorella dell’avvocato Gianni Agnelli e di Susanna Agnelli. Una figura di alto profilo che ha attraversato con discrezione e autorevolezza un secolo di storia italiana, lasciando un segno profondo nella vita istituzionale, culturale e civile del Paese.
Sposata in prime nozze con Ranieri Campello della Spina, Maria Sole Agnelli era madre di quattro figli — Virginia, Argenta, Cintia e Bernardino — mentre dal secondo matrimonio con Pio Teodorani Fabbri era nato Eduardo. Accanto all’impegno pubblico e filantropico, era conosciuta anche per la sua grande passione per l’equitazione: fu proprietaria di cavalli capaci di ottenere importanti successi sportivi, tra cui la medaglia d’argento nell’equitazione individuale alle Olimpiadi di Monaco del 1972.
Il legame con l’Umbria ha rappresentato uno degli assi portanti della sua vita. Dal 1960 al 1970 ha ricoperto la carica di sindaca del Comune di Campello sul Clitunno, distinguendosi per una guida amministrativa improntata a rigore, visione e attenzione costante al bene comune. Per quattordici anni, fino al 2018, è stata inoltre presidente della Fondazione Agnelli, contribuendo in modo significativo al rafforzamento del suo ruolo culturale e sociale.
Storico e determinante fu il suo sostegno, nel 1962, alla nascita della Fondazione del Festival dei Due Mondi. Da prima cittadina di Campello, Maria Sole Agnelli appoggiò con convinzione un progetto destinato a trasformare Spoleto in un crocevia internazionale di arti, linguaggi e culture. Un’azione ricordata come pionieristica, che diede impulso a un modello culturale ancora oggi riconosciuto come uno dei simboli dell’Umbria nel mondo. Il presidente Andrea Sisti, il direttore artistico Daniele Cipriani e l’intero staff del Festival hanno sottolineato il ruolo determinante di Agnelli nel sostenere, fin dalle origini, una visione fondata sul dialogo, sull’apertura e sullo scambio tra discipline artistiche.
Il Comune di Campello sul Clitunno, attraverso un messaggio ufficiale, l’ha definita una «grande benefattrice del territorio», ricordandone l’umanità, la capacità di ascolto e l’attenzione verso i più fragili. Un ritratto condiviso che restituisce l’immagine di una donna capace di coniugare autorevolezza e sensibilità, lasciando un’impronta duratura nella vita civile e culturale della comunità.
Da tempo lontana dai riflettori della cronaca, il suo nome era tornato all’attenzione dei media all’inizio del 2025, quando fu vittima di una rapina nella sua villa di Torrimpietra. Tra l’8 e il 9 gennaio, alcuni malviventi immobilizzarono e legarono il vigilante della tenuta e la governante, mentre la contessa dormiva ignara dell’accaduto. I ladri si diedero alla fuga con la cassaforte contenente gioielli e orologi di lusso, facendo perdere le proprie tracce.
La scomparsa di Maria Sole Agnelli segna la perdita di una personalità che ha saputo interpretare il ruolo pubblico come autentico servizio alle istituzioni e ai territori. La sua azione amministrativa, il sostegno lungimirante alla cultura e l’impegno filantropico testimoniano una visione alta della responsabilità civile. In Umbria, e in particolare a Campello sul Clitunno e a Spoleto, resta il ricordo di una donna che ha creduto nella cultura come strumento di coesione, dialogo e crescita collettiva, lasciando un’eredità morale e istituzionale destinata a durare nel tempo.





