Carcere di Spoleto, escalation di violenza contro polizia penitenziaria: SAPPE denuncia sovraffollamento, detenuti pericolosi e carenza di organico
Cresce la tensione all’interno della Casa di Reclusione di Spoleto, dove nelle ultime 48 ore si sono verificati due gravi episodi di violenza che hanno coinvolto personale e detenuti. A denunciare pubblicamente la situazione è la Segreteria Regionale SAPPe dell’Umbria, insieme al Segretario Nazionale Fabrizio Bonino, che parla di un’escalation ormai “intollerabile”.
Il primo episodio risale al 9 aprile. Un detenuto del circuito di Media Sicurezza, recentemente trasferito per la sua condotta violenta, ha aggredito la Vice Direttrice dell’istituto durante un colloquio. Secondo quanto riferito, l’uomo – insoddisfatto delle risposte ricevute – ha scagliato contro la dirigente un monitor di computer. Determinante l’intervento di un’Ispettrice di Polizia Penitenziaria, che è riuscita a deviare l’oggetto evitando conseguenze ben più gravi. L’agente ha riportato una ferita alla mano con una prognosi di tre giorni.

Ancora più pesante il bilancio del secondo episodio, avvenuto il giorno successivo. Un altro detenuto dello stesso circuito, assegnato a Spoleto per motivi di sicurezza, ha aggredito un compagno di detenzione per futili motivi. Nel tentativo di sedare la rissa, un Assistente Capo della Polizia Penitenziaria è stato colpito violentemente e scaraventato a terra. Trasportato d’urgenza in ospedale, ha riportato la frattura di tre costole, con una prognosi iniziale di 25 giorni.
Per il sindacato, non si tratta di episodi isolati ma del risultato di una gestione ritenuta inadeguata. Nel mirino finiscono in particolare le assegnazioni di detenuti considerati problematici, spesso con disturbi psichiatrici, in una struttura già sotto pressione. A questo si aggiungono il sovraffollamento e la cronica carenza di personale, che – secondo il SAPPe – trasformano il carcere in una situazione “al limite della sostenibilità”, mettendo a rischio la sicurezza di agenti, operatori e degli stessi detenuti.
Critiche anche sul fronte disciplinare: il detenuto responsabile dell’aggressione alla Vice Direttrice risulterebbe ancora all’interno dell’istituto, complice anche la mancanza di spazi adeguati per l’esecuzione delle sanzioni. Una condizione che, secondo il sindacato, alimenta un clima di impunità e indebolisce l’autorità dello Stato.
A conferma delle difficoltà, il PRAP dell’Umbria avrebbe già respinto la richiesta di trasferimento del detenuto aggressore, lasciando – si legge nella nota – il personale esposto a ulteriori rischi.
Da qui la presa di posizione netta del SAPPE: stop all’invio di detenuti problematici a Spoleto, trasferimento immediato dei responsabili delle aggressioni e potenziamento urgente di organici e misure di sicurezza.
In assenza di risposte rapide, il sindacato annuncia possibili iniziative di protesta, a tutela della salute e della dignità degli operatori della Polizia Penitenziaria. Una situazione che, avvertono, rischia di trasformarsi in una vera e propria emergenza se non affrontata con interventi concreti e immediati.




















