L’uomo, nato nel 1981, era in attesa di giudizio. Il garante dei detenuti dell’Umbria denuncia ancora una volta sovraffollamento, carenza di personale e insufficienza dell’assistenza sociosanitaria
Ancora una tragedia all’interno delle carceri umbre. Un detenuto nato nel 1981 si è tolto la vita nella mattinata di oggi all’interno della casa di reclusione di Spoleto. A darne notizia è stato il garante dei detenuti dell’Umbria, Giuseppe Caforio, attraverso una nota nella quale esprime “tristezza e rammarico” per l’accaduto.
Secondo quanto riferito dal garante, si trattava di un detenuto tossicodipendente, in attesa di giudizio, che “non aveva dato segnali di problemi psichiatrici”. Un episodio che, sottolinea Caforio, “segna ancora una volta la comunità carceraria umbra”, da tempo alle prese con problematiche strutturali mai realmente risolte.
Nel suo intervento, il garante torna a puntare l’attenzione sui temi del sovraffollamento, della carenza di personale e della necessità di un’assistenza sociosanitaria più adeguata e puntuale all’interno degli istituti penitenziari.

“Sono stati iscritti fiumi di parole – afferma Caforio – ma ad oggi la realtà lascia allibiti perché la falcidia dei suicidi e di atti di autolesionismo prosegue inesorabile di fronte alla mancanza di risposte concrete”.
Parole dure anche nei confronti delle istituzioni, con l’auspicio che il Parlamento possa finalmente affrontare in maniera decisa la situazione delle carceri italiane. “Tutto ciò non basta e non può essere rimesso alla buona volontà di pochi”, scrive il garante, ringraziando comunque il personale della polizia penitenziaria e le direzioni carcerarie “che con grande umanità cercano di far fronte alle deficienze strutturali del nostro sistema carcerario”.















