Escalation di violenza contro la Polizia Penitenziaria
SPOLETO – Tre gravissimi episodi di violenza in appena dieci giorni. È un bilancio che fa tremare i polsi quello che emerge dalla Casa di Reclusione di Spoleto, dove la sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria appare sempre più compromessa. Un’escalation preoccupante, definita dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) come il risultato diretto di scelte scellerate, mancanza di sanzioni e totale inerzia degli organi superiori.
A lanciare l’allarme è Fabrizio Bonino, Segretario Regionale SAPPE Umbria, che denuncia una situazione ormai esplosiva e fuori controllo, aggravata dalla gestione del Provveditorato Regionale di Firenze e dall’assenza di una risposta concreta a fronte di aggressioni sempre più frequenti.
La cronaca degli episodi registrati nel mese di ottobre restituisce un quadro inquietante:
- 15 ottobre 2025 – Un detenuto appartenente al circuito Alta Sicurezza 3 aggredisce a schiaffi un Assistente Capo per motivi definiti “futili e strumentali”, costringendo l’agente a ricorrere alle cure mediche.
- 22 ottobre 2025 – Un altro detenuto dello stesso circuito tenta di colpire un Sovrintendente, “colpevole” di aver fatto rispettare una disposizione di servizio. Nel tentativo di contenere l’aggressione, un Assistente Capo viene ferito alla mano, con una prognosi di 10 giorni.
- 25 ottobre 2025 – Un detenuto extracomunitario, già noto per comportamenti violenti, graffia un agente alla mano, lo minaccia, lo oltraggia e gli sputa addosso.
Episodi che, sottolinea il SAPPE, non sono isolati, ma rappresentano il sintomo di un sistema che non riesce più a garantire legalità e sicurezza.
Le cause: detenuti pericolosi e nessuna sanzione:secondo il sindacato, le responsabilità sono chiare e precise:
- Assegnazioni fuori controllo – Spoleto sarebbe stata trasformata in una sorta di “contenitore di detenuti ad altissima pericolosità”, trasferiti da altri istituti senza alcuna valutazione sulla tenuta dell’organico e delle strutture.
- Assenza di risposte – Dopo aggressioni e eventi critici, le reazioni dei livelli superiori risultano tardive o del tutto assenti, minando l’autorità del personale e alimentando un clima di impunità.
- Soppressione della sezione “filtro” – Caso unico in Italia, la Casa di Reclusione di Spoleto è stata privata della sezione destinata all’isolamento precauzionale o all’esecuzione delle sanzioni disciplinari previste dall’articolo 73 del DPR 230/2000. Una scelta che, per il SAPPE, ha tolto l’unico strumento efficace per contenere i detenuti più violenti.

Il grido d’allarme del SAPPE: “Così si mette a rischio la sicurezza nazionale”
«Questa situazione di impunità diffusa, generata dall’impossibilità di applicare sanzioni anche per fatti gravissimi, è un cocktail esplosivo che alimenta una spirale di violenza sempre più pericolosa», denuncia Fabrizio Bonino.
Sono in tutto tre le richieste urgenti dal SAPPE:
- Accelerare immediatamente l’apertura effettiva del nuovo Provveditorato Regionale dell’Umbria, affinché assuma senza ulteriori ritardi la gestione degli istituti umbri.
- Nominare un Provveditore realmente presente sul territorio, capace di ascoltare il personale e di restituire autorevolezza e sicurezza al sistema penitenziario regionale.
- Ripristinare a Spoleto una sezione dedicata all’isolamento, indispensabile per far rispettare le regole e tutelare chi ogni giorno lavora in prima linea.
“La sicurezza non è negoziabile”
Il messaggio finale del SAPPE è netto: la sicurezza del personale di Polizia Penitenziaria non può essere sacrificata. L’Umbria, con il nuovo Provveditorato Regionale, ha l’occasione di invertire la rotta e diventare un modello di efficienza e legalità, ponendo fine a decisioni calate dall’alto che hanno messo in ginocchio istituti come quello di Spoleto.
Un appello che suona come un ultimo avvertimento, prima che la situazione degeneri ulteriormente.




















