L’ad di RSE rilancia la membrana pacciamante riflettente: accordo con l’Agenzia Spaziale Italiana per misurare l’effetto via satellite e trasformarlo in crediti di carbonio
Una membrana agricola capace di riflettere la radiazione solare e ridurre la produzione di calore nelle aree più esposte del pianeta. È questa la prospettiva indicata dal professor Franco Cotana, amministratore delegato di RSE – Ricerca sul Sistema Energetico nazionale, intervistato da Italia Oggi.
Cotana, umbro, professore di Fisica Tecnica all’Università di Perugia e fondatore del Centro nazionale di Ricerca sulle Biomasse (CRB), guida dal 2022 la società controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze attraverso il GSE. RSE è impegnata in analisi e ricerca applicata nel settore energetico e può contare su oltre 300 ricercatori nelle sedi di Milano, Piacenza e Roma. Cotana fa inoltre parte del Comitato di coordinamento della Strategia Nazionale sulla Bioeconomia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Membrana ad alto albedo e Piano Mattei
Il cuore della proposta riguarda la “pacciamatura ad elevato albedo”, una membrana in grado di riflettere la radiazione solare proprio nelle zone dove è più intensa, in particolare in Africa. Secondo Cotana, l’obiettivo è ridurre la produzione di calore che contribuisce al riscaldamento globale. Un progetto che si inserisce nel quadro del Piano Mattei e che potrebbe rappresentare un modello di modernizzazione agricola collegato anche alle politiche climatiche internazionali.
Accordo con l’Agenzia Spaziale Italiana e crediti di carbonio
La ricerca non si limita all’applicazione sul campo: RSE ha avviato un accordo con l’Agenzia Spaziale Italiana per misurare da satellite la radiazione riflessa, con l’intento di trasformare questi dati in crediti di carbonio. L’iniziativa, inoltre, è stata inserita dalle Nazioni Unite tra le buone pratiche agronomiche legate agli obiettivi dell’Agenda 2030.
Agrivoltaico e sperimentazione a Perugia
Cotana ha spiegato che un prototipo del progetto è già stato sperimentato presso il campus di Ingegneria dell’Università di Perugia. La sperimentazione prevede pannelli fotovoltaici bifacciali integrati con produzioni orticole che richiedono poca acqua. La membrana pacciamante consente infatti di raccogliere l’acqua piovana e riutilizzarla con sistemi di subirrigazione, creando una sinergia tra agricoltura e produzione di energia rinnovabile.
Biometano e trasporti: l’obiettivo italiano al 2030
Nell’intervista a Italia Oggi, Cotana ha anche ribadito il ruolo strategico del biometano, definendolo una delle priorità energetiche italiane. La strategia nazionale contenuta nel Piano Integrato Energia e Clima punta a produrre entro il 2030 circa 6 miliardi di metri cubi annui, pari all’8% del consumo nazionale, con particolare attenzione al settore dei trasporti. Attualmente, ha ricordato Cotana, l’incentivo per ogni metro cubo di biometano immesso in rete è pari a 1,25 euro.
La prossima sfida: bioidrogeno e gestione sostenibile dei boschi
Guardando oltre, Cotana individua nella produzione di bioidrogeno a basso costo la prossima grande sfida. Un settore in cui agricoltura e silvicoltura potranno avere un ruolo decisivo. In Basilicata, a Trisaia, è in corso lo sviluppo di un prototipo di impianto di gassificazione con vapore del cippato di legno per ottenere bioidrogeno.
Sul tema delle foreste, Cotana sottolinea che una silvicoltura sostenibile non rappresenta un rischio ambientale, ma al contrario può contribuire a massimizzare l’assorbimento di CO₂ e a ridurre la vulnerabilità agli incendi, aggravati dai cambiamenti climatici.
Una visione che unisce innovazione tecnologica, agricoltura ed energia e che punta a dare alla ricerca italiana un ruolo centrale nelle nuove politiche di transizione ecologica.




