Tra disagio giovanile, dipendenze e disturbi alimentari, l’Umbria lancia il nuovo piano socio-sanitario: “Prevenzione e comunità al centro delle politiche pubbliche”
Un quadro preoccupante, ma anche la volontà di affrontarlo con decisione. In Umbria, oltre 16 mila adulti sono in cura per disturbi legati alla salute mentale, mentre 12.625 minori hanno avuto accesso ai servizi di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza. A questi si aggiungono 13.569 giovani tra i 12 e i 45 anni seguiti dai servizi per i disturbi della nutrizione e dell’alimentazione, e più di 5.300 utenti presi in carico dai servizi per le dipendenze.
Sono numeri che raccontano un’emergenza silenziosa, al centro della due giorni “Salute mentale globale” inaugurata a Perugia il 15 dicembre, promossa dalla Regione Umbria nell’ambito del nuovo Piano socio-sanitario regionale.
“La salute mentale è uno dei pilastri portanti del nuovo piano – ha dichiarato la presidente della Regione, Stefania Proietti –. C’è una Regione che se ne assume la responsabilità, una politica che sceglie di agire e una comunità pronta a fare la propria parte”. Proietti ha parlato di un impegno che attraversa sanità, giustizia, scuola e politiche giovanili, evidenziando il legame crescente tra disagio psichico, dipendenze e nuove forme di vulnerabilità.
“Il coinvolgimento di bambini, preadolescenti e adolescenti in situazioni di sofferenza psicologica è in aumento – ha spiegato la presidente –. Le trasformazioni del nostro tempo, dai social network all’intelligenza artificiale, impongono di intervenire prima che il disagio diventi emergenza, investendo nella prevenzione e nell’ascolto precoce”.
Durante l’apertura dei lavori, il procuratore generale della Repubblica di Perugia, Sergio Sottani, ha posto l’accento sul tema delle Rems – le residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza – richiamando la necessità di una “risposta strutturale e condivisa” per le persone socialmente pericolose ma non detenibili.
La direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, ha definito la salute mentale “un piano nel piano”, un ambito centrale e non più marginale. “Occorre un’alleanza istituzionale ampia – ha detto – tra Regione, Aziende sanitarie, enti locali e università. La salute mentale è una responsabilità collettiva, non solo sanitaria”.
Sul fronte accademico, il rettore dell’Università degli Studi di Perugia, Massimiliano Marianelli, ha ribadito l’impegno dell’Ateneo nel promuovere il benessere psicologico come “priorità strategica e missione civica”. L’università, ha sottolineato, intende potenziare i servizi di supporto per studenti e comunità, integrando ricerca, formazione e intervento sociale.
A chiudere la prima giornata, il presidente della Provincia di Perugia, Massimiliano Presciutti, ha ricordato che “sessant’anni fa, proprio qui, la Provincia compì una scelta pionieristica sulla salute mentale. Oggi quel percorso va proseguito e rinnovato con coraggio, ascolto e concretezza”.
Durante i lavori si sono alternati interventi su temi cruciali: dall’evoluzione dei servizi di salute mentale e della neuropsichiatria infantile, ai disturbi alimentari, alle nuove dipendenze e alla prevenzione del suicidio, fino al benessere dei giovani e all’integrazione socio-sanitaria.
Un mosaico di voci e riflessioni che conferma come la salute mentale sia ormai un tema trasversale, urgente e collettivo. L’Umbria – ha ricordato la presidente Proietti – intende affrontarlo “con una comunità in rete, capace di sperimentare e di prendersi cura di sé stessa”.





