Firmato a Perugia il protocollo tra Anci Umbria, Federsanità e infermieri: focus su prevenzione, innovazione e welfare integrato
Un patto per rendere la sanità più vicina ai cittadini e rafforzare il welfare territoriale. È stato siglato nei giorni scorsi, nella sala Pagliacci della Provincia di Perugia, il protocollo d’intesa tra Anci Umbria, Federsanità Anci Umbria e Opi Perugia, l’Ordine delle professioni infermieristiche.
L’accordo, della durata di tre anni, punta a consolidare la collaborazione tra enti locali, aziende sanitarie e professionisti della salute, con l’obiettivo di costruire reti territoriali più solide, inclusive e capaci di rispondere ai bisogni emergenti delle comunità.
A firmare il documento sono stati i presidenti Federico Gori, Luca Secondi e Nicola Volpi. Un’intesa che, nelle intenzioni dei promotori, rappresenta un passo concreto verso un modello integrato di sanità e sociale, in cui il ruolo degli infermieri viene riconosciuto come centrale nei percorsi di cura, prevenzione e assistenza di prossimità.
Tra i punti chiave del protocollo c’è il rafforzamento della comunicazione condivisa, con la creazione di strumenti informativi comuni – digitali e cartacei – e una piattaforma per la circolazione di dati e progetti. Spazio anche a formazione e innovazione, con iniziative di studio, ricerca e aggiornamento professionale, anche attraverso la Federsanità Academy.
L’intesa prevede inoltre un coinvolgimento strutturato degli infermieri nei tavoli di co-programmazione socio-sanitaria e nella definizione delle progettualità territoriali nelle 12 Zone Sociali umbre, valorizzando le buone pratiche già esistenti e promuovendo nuovi modelli di intervento.
Particolare attenzione sarà dedicata ai temi dell’accessibilità, della disabilità e dell’inclusione, con l’obiettivo di rendere più efficaci le risposte rivolte alle fasce fragili della popolazione.
Il protocollo sancisce infine un’alleanza per la promozione della salute, che include percorsi informativi e formativi orientati alla prevenzione e al benessere, oltre alla collaborazione nella redazione del Piano Sociale e del Piano Sanitario Regionale. Un percorso che mira a intercettare in anticipo situazioni di disagio e a costruire comunità più resilienti.




















