Il consigliere regionale denuncia: posti accreditati ma inutilizzati, liste d’attesa infinite e un sistema socio-sanitario in affanno. “La non autosufficienza è un diritto, non un privilegio”
Il consigliere regionale Nilo Arcudi lancia l’allarme sul sistema delle RSA e delle strutture per anziani non autosufficienti in Umbria, definendolo “in una situazione ormai critica e non più sostenibile”.
Con un’interrogazione alla presidente della Giunta regionale, Arcudi chiede interventi urgenti e misure strutturali per fronteggiare quella che descrive come “una vera emergenza sociale”.
Dalla ricognizione regionale approvata con DGR 1068/2023 emerge un quadro preoccupante: i 1.992 posti letto disponibili risultano già saturi, mentre 1.144 cittadini attendono un posto in RSA. Il fabbisogno complessivo stimato è di 3.136 posti, con oltre un terzo degli aventi diritto esclusi dall’assistenza, nonostante ne abbiano pieno titolo.
“È paradossale – sottolinea Arcudi – che in Umbria ci siano strutture private e del terzo settore già accreditate e perfettamente idonee che restano però escluse dalle convenzioni con le Aziende Sanitarie. Così si sprecano posti letto pronti all’uso, si aumenta la pressione sulle famiglie e si creano disparità intollerabili tra chi riesce ad accedere ai servizi e chi resta in lista d’attesa per mesi o anni.”
Il consigliere chiede alla Giunta di chiarire quali azioni siano previste nel Piano Socio-Sanitario Regionale 2025-2030 e se una parte delle maggiori entrate derivanti dall’aumento dell’IRPEF regionale possa essere destinata ad ampliare i posti convenzionati nelle strutture per anziani.
“L’Umbria non può permettersi di lasciare fuori migliaia di anziani non autosufficienti. I posti ci sono, ma senza convenzioni restano inutilizzati. Serve un cambio di passo: la non autosufficienza è un diritto, non un privilegio”, dichiara Arcudi.
Il consigliere conclude sollecitando la Regione ad attivarsi con urgenza per contrattualizzare nuovi posti letto, ridurre le liste d’attesa e avviare una programmazione stabile e sostenibile, capace di garantire una presa in carico equa e universale.





