Una tecnologia all’avanguardia offre nuove prospettive ai pazienti refrattari alle terapie tradizionali
L’Azienda Ospedaliera di Perugia compie un passo significativo nel trattamento del dolore cronico, con l’esecuzione dei primi impianti di neurostimolatori midollari e periferici presso il Centro di Medicina del Dolore. La procedura rappresenta una nuova strategia terapeutica, alternativa ai farmaci, pensata per pazienti con dolore resistente ai trattamenti convenzionali.
I neurostimolatori funzionano come un pacemaker: un generatore sottocutaneo invia impulsi elettrici per modulare i segnali dolorifici attraverso elettrodi posizionati nel midollo spinale o lungo nervi specifici. L’obiettivo è controllare il dolore in modo personalizzato, migliorando la qualità di vita dei pazienti.

Il primo intervento ha riguardato una donna di 46 anni, vittima di dolore pelvico grave dovuto a complicanze post-operatorie dopo una resezione del colon-retto. Dopo numerosi trattamenti in Toscana e Lombardia senza risultati duraturi, la paziente ha trovato sollievo grazie all’impianto sacrale, effettuato in anestesia locale con guida radiologica e degenza di tre giorni.
Il secondo caso ha coinvolto un uomo di 76 anni con emicrania cronica resistente a farmaci, tossina botulinica e blocchi antalgici. L’impianto occipitale, eseguito in anestesia locale e sedazione, ha consentito di modulare i nervi occipitali tramite elettrodi collegati a un generatore ricaricabile posizionato a livello lombare.

Gli interventi sono stati realizzati dal dott. Massimo Renzini e dalla dott.ssa Giulia Pedini, con il supporto del personale infermieristico e dei tecnici di radiologia, presso la sala operatoria del Centro di Medicina del Dolore diretta dal dott. Fabio Gori.
Il Direttore Generale, dott. Antonio d’Urso, ha espresso grande soddisfazione: “Questi interventi rappresentano un’eccellenza che colloca l’Azienda Ospedaliera di Perugia all’avanguardia nella cura del dolore cronico”.
Anche la Presidente della Regione, Stefania Proietti, ha sottolineato l’importanza della nuova tecnologia: “È motivo di orgoglio poter offrire ai cittadini umbri competenze e strumenti di questo livello, dando concreta speranza a pazienti che fino a ieri non avevano alternative efficaci”.





