“L’Italia non è un Paese che punta all’Università”

Fortemente polemico il Rettore Moriconi alla inaugurazione del 708esimo Anno Accademico dell’Ateneo di Perugia
Università

Nell’Aula Magna dell’Università centrale alla presenza del neo presidente dell'Associazione nazionale magistrati Piercamillo Davigo, consigliere di Cassazione, è stato inaugurato il 708esimo anno accademico dell'Università di Perugia.

Nel corso della solenne cerimonia il Magnifico Rettore Franco Moriconi ha evidenziato la situazione "in cui è stato colpevolmente gettato il sistema universitario nazionale da tanti anni di politica sconsiderata". "Le ferite inferte al sistema universitario - ha aggiunto - appaiono trasversali alle varie componenti e in alcuni casi perfino oltraggiose". Per questi motivi, ha aggiunto Moriconi, "è ora di dire basta, di porre fine a un vaniloquio politico che maschera un'azione sconsiderata nei confronti dell'intero sistema universitario nazionale". Il discorso di Moriconi è stato durissimo, “Che l'Italia non sia Paese che punta sull'Università – ha detto - lo ribadiscono i numeri: la riduzione del finanziamento pubblico italiano per l'università sale al 18,7%; i fondi a sostegno degli studenti e per il diritto allo studio sono stati tagliati del 15,8%, (a fronte di una crisi economica che sta provocando una diminuzione complessiva delle iscrizioni); il calo complessivo del personale universitario consista nel 13%, rispetto a una diminuzione media dei dipendenti pubblici del 5% (una scelta, per altro, che sta impedendo a molti giovani meritevoli l'accesso ai ranghi della carriera universitaria). Rispetto al PIL – ha sottolineato Moriconi - l'Italia destina al sostentamento del sistema universitario lo 0,4%, a fronte dello 0,51% del Regno Unito, dello 0,73% della Spagna, dello 0,98% della Germania, dello 0,99% della Francia. Per rendere ancora meglio l'idea nel 2010 in Italia la spesa per studente è stata di 9580 dollari, che equivale al 30% in meno rispetto alla spesa media dei paesi OCSE, ovvero del 40% in meno di nazioni quali Francia, Regno Unito e Belgio, o ancora del 50% in meno dei paesi del Nord Europa.”.

"Come hanno reagito paesi leader in Europa - ha affermato nella relazione il Rettore - quali Francia e Germania di fronte alla crisi economica? Ecco, tra il 2010 e il 2013, la Francia ha aumentato i fondi pubblici destinati all'Università e alla Ricerca del 3,6%, mentre la Germania ha elevato il finanziamento del 20%: appare chiara l'idea diffusa in quei Paesi che il sistema universitario è una risposta alla crisi, una via per il progresso delle nazioni. Bene, a fronte dei suddetti aumenti, negli stessi anni l'Italia ha ridotto i propri fondi del 9,9%".

Nella sua relazione non sono mancate frecciate contro il periodo della gestione Bistoni: "Se da un lato – ha detto - deve essere chiaro l’impegno che l'Università di Perugia, grazie anche allo sforzo del Consiglio d’Amministrazione, sta profondendo alla ricerca di un percorso funzionale alla positiva soluzione della problematica, nonostante le evidenti difficoltà, dall’altro deve essere altrettanto chiaro come questa situazione sia in gran parte una delle più gravi eredità lasciate dall’Amministrazione precedente, che condusse, specie negli ultimi anni, una politica imprevidente, i cui effetti oggi brillano per la loro gravità. Voglio ricordarlo, perché un paese progredito e civile non può prescindere dall’assegnazione delle responsabilità, che è sempre  esercizio di trasparenza e democrazia. E voglio ricordare a chi m’invita a chiudere gli occhi sul passato, anche dalle colonne di qualche giornale locale, che senza un'analisi corretta del passato non è possibile la progettazione e la costruzione di un futuro migliore".