Trasporti in Umbria: Polizia e Finanza fanno prelievi a Umbria Mobilità, Busitalia e Regione

Riguardano i dati trasmessi all’Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico e sui conseguenti finanziamenti
Umbria

La Magistratura perugina ha perfezionato i controlli su quanto compiuto in questi anni nell’ambito dei trasporti urbani ed extraurbani della regione, partendo dall’inchiesta avviata tre anni fa dal PM Emanuela Comodi.

Le ipotesi accusatorie vanno dalla truffa ai danni dello Stato al falso. Gli elementi di partenza per questa ripresa d’indagine sono stati acquisiti dall’operazione condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Perugia nella sede di Umbria Mobilità e negli uffici di Busitalia, e da quella della Tributaria della Guardia di Finanza negli uffici della Regione
Nel registro degli indagati sono finite cinque persone, tra le quali il presidente di Umbria Mobilità Lucio Caporizzi e l’amministratore delegato della società Franco Viola; secondo La Nazione tra gli indagati c’è anche l’attuale numero uno delle Ferrovie dello Stato, Renato Mazzoncini (già capo di Busitalia) ed Enrico Grigliatti  della direzione amministrazione, finanza e controllo di FS: quinta indagata è Lucilla Pittoni, dipendente di (Umbria Mobilità.

L’indagine coordinata dal PM Emanuela Comodi punta a chiarire l’attendibilità dei dati trasmessi all’Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico che in base a tali dati erogava, tramite la Regione, i finanziamenti.
Il periodo sul quale si appunta l’attenzione degli inquirenti sembra quello relativo all’attività risalente agli anni 2011 e 2012 (ma non solo), e cioè gli anni del passaggio del trasporto regionale  all’azienda unica. Comunque al centro di tutto c’è l’utilizzo del fondi pubblici transitati a Umbria Mobilità tramite la Regione.