La Dottoressa Esposito lascia l'opedale di Perugia

Determinata a chiedere un milione di euro di danni alla sanità umbra
Umbria

La professoressa Susanna Esposito una delle protagoniste della mega indagine sul sistema corrotto dell'ospedale di Perugia e prima tra i tanti ad aver denunciato la sanità umbra, lascia l'ospedale di Perugia con grande rammarico per non essere stata compresa dalla dirigenza post concorsopoli.

La professionista ha fatto sapere che i suoi legali chiederanno un milione di euro di danni alla sanità umbra, presso il tribunale del lavoro di Perugia, a causa di quanto accaduto e delle sue ragioni, condivise con molti colleghi del reparto e moltissime famiglie di pazienti.

La ex direttrice della clinica pediatrica del Santa Maria della Misericordia si trasferirà all'ospedale di Parma.

Lo scorso dicembre era stata sospesa dal servizio in seguito a una indagine per truffa nata da una serie di esposti; la professionista,direttrice del reparto di pediatria di Perugia, aveva rigettato le accuse infamanti nei suoi confronti, ma l'azienda l'aveva ugualmente sospesa sino alla fine di Aprile. Era stata sostituita dal collega,Dottor Maurizio Caniglia.

In un nostro articolo pubblicato il 14 Maggio avevamo scritto che la dottoressa Susanna Esposito si lamentava che, nonostante la sua sospensione dall'attività ospedaliera fosse terminata, non aveva ancora ricevuto indicazioni dalla direzione dell'azienda ospedaliera né dall'università.

All'epoca aveva affermato “C’è un atteggiamento omertoso, non ho mai ricevuto chiamate, neanche di scuse dice né dall'ospedale né dalla Regione né dall'Università.

L'ospedale non ha annullato gli atti che mi riguardano e non mi ha ancora comunicato se posso fornire l'assistenza ai pazienti.

In questi mesi ho visitato gratuitamente quando mi veniva richiesto un consulto per casi complessi dai pediatri di famiglia. Oltre che dal punto di vista professionale, sono molto amareggiata anche dal punto di vista umano, non sono Don Chisciotte. A me piace lavorare intensamente ha detto Esposito ma con serenità, nell'interesse in primis dei bambini e delle loro famiglie.”

La pediatra aveva avuto il torto di non fare parte della combine, di segnalare le manchevolezze come l’assenza di un pronto soccorso pediatrico, di contestare le risultanze di un concorso ma soprattutto di non concedere alle angherie a cui la sottoponevano, sino a diventare una sorta di eroina per i cittadini perché voleva dimostrare che non tutto nella sanità è marcio, e che ci sono persone per bene che lavorano giorno dopo giorno senza piegarsi ai diktat, che non sbracciano per arrivare sempre più in alto anche a scapito di altri più preparati e meritevoli.

Un'affermazione della Dottoressa Esposito ci colpì moltissimo “non si può accettare di coprire tutto. E se muore un bambino per una polmonite non bisogna nascondere ma capire cosa è accaduto”.