Scuola, esami di maturità per settemila studenti

La dirigente dell’Ufficio scolastico regionale fa il punto a due settimane dalla prova
Umbria

La scuola si rimette in moto dopo aver subito pesantemente gli effetti collaterali del Coronavirus.
Banco di prova sarà senz'altro l’esame di maturità in programma dal 17 giugno che coinvolge 54 istituti superiori dell’Umbria e oltre settemila studenti.
Lunedì si è riunito per la prima volta il Tavolo di lavoro permanente composto da rappresentanti di Ufficio scolastico regionale, organizzazioni sindacali, enti locali, servizi di igiene epidemiologica, Croce rossa e protezione civile operanti sul territorio. Ne fanno parte,  per l’Ufficio scolastico regionale, la dirigente Antonella Iunti, Sabrina Boarelli, Daniele Caputo, Maria Iuso, Giancarlo Cencetti. Per le organizzazioni sindacali Erica Cassetta  e Cristina Rosi (Cisl), Domenico Maida e Elisabetta Mascio (Cgil), Lucia Marinelli e Tecla Bacci (Uil), Anna Rita Di Benedetto e Maria Paola Sebastiani (Confsal Snals), Daniela Rosano (Anief), Rita Coccia (Anp Umbria), Simonetta Zuccaccia (dirigenti scuola), Borislav Vucjovic (protezione civile), Elektra Cristofori (Croce Rossa), Gabriella Madeo (Regione Umbria - assessorato alla sanità), Silvio Ranieri (Anci), GiamPiero Bondi per la Provincia di Perugia e Tiziana De Angelis per quella di Terni.
L’obiettivo è quello di garantire, anche in Umbria, lo svolgimento degli esami di Stato in totale sicurezza, tutelando la salute della comunità scolastica. Ancora è tutto un rebus. Tra i nodi da sciogliere, quello relativo ai trasporti, quello del protocollo da attuare in situazioni di emergenza e infine quello relativo alla sanificazione dei locali.

“Noi chiediamo che la procedura venga estesa a tutti gli istituti, anche se non si sono verificati casi specifici - evidenzia per la Cisl, Erica Cassetta - Molti dirigenti scolastici lo stanno già facendo in autonomia, noi vogliamo che lo si faccia per tutti, anche se questo comporterà un aggravio dei costi. Tutte le attività economiche, dai bar ai ristoranti passando per i negozi, per riaprire hanno dovuto sanificare i locali, lo stesso deve accadere per le scuole. Una pulizia, seppur approfondita, a nostro parere non basta”. 


Il 17 giugno alle ore 8:30 prenderanno avvio gli Esami di Stato 2020. L’appuntamento più atteso e temuto da tutti i maturandi è sempre più vicino.
Quest’anno si tratterà di un esame molto diverso rispetto al solito a causa dell’emergenza epidemiologica che ha obbligato il Ministero dell’Istruzione ad adottare misure di sicurezza che inevitabilmente ne hanno minato l’assetto tradizionale, riducendolo al solo maxi-orale in presenza.
La commissione inoltre sarà formata da membri solo interni con un presidente esterno e procederà a valutare ogni giorno un massimo di cinque candidati. Durante la riunione plenaria inoltre si estrarrà la lettera dei cognomi che inizieranno il giro della prova orale.
Tutti gli studenti si chiedono a questo punto chi sarà l'unico membro di commissione che non fa parte della propria scuola, ovvero il presidente. Gli uffici scolastici regionali hanno pubblicato gli elenchi dei nomi dei presidenti di commissione.


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Sugli esami di maturità in Umbria c'è da registrare l'intervista rilasciata dalla dirigente dell'Ufficio Scolastico regionale Antonella Iunti al .

Antonella Iunti: «Per la maturità presidenti ok. Ora il piano sicurezza»

Il Covid-19 ha sconvolto l’anno scolastico e l’imminente maturità, pure sconvolta, è il primo banco di prova per la scuola del futuro, quello che comunque si vuole ricominciare in presenza. Con la dirigente dell’Ufficio Scolastico dell’Umbria, Antonella Iunti, facciamo il punto a due settimane dal via. «Molti credono che non avere gli scritti semplifichi l’esame di Stato ma non è così. Lo sanno gli addetti ai lavori alle prese con un’organizzazione molto complessa nella quale è fondamentale garantire tranquillità e sicurezza. E non è facile. Il mondo della scuola è tra quelli che per il Covid ha subito maggiori contraccolpi».
Già le complessità. Anche la nomina dei presidenti è stato un problema…
«Tutti trovati. Con un po’ di fatica e soprattutto con la grande disponibilità dei dirigenti, anche quelli già in pensione, abbiamo coperto tutte le commissioni che sono risultate essere 184 di cui 142 a Perugia e 42 a Terni. Entro la settimana dovremmo concludere con gli abbinamenti alle scuole e pubblicare il decreto».
Parliamo del tavolo che deve garantire lo svolgimento degli esami di Stato in piena sicurezza. Che cosa è emerso dalla prima riunione?
«Innanzi tutto sono state analizzate tutte le criticità. Ciascuno nel proprio settore ha molte perplessità e problemi da risolvere, la riunione è stata lunga e intensa. C’è’ stato un bel confronto in un clima di collaborazione e ringrazio tutti, dalla Regione ai sindacati, per il senso di responsabilità perché da questo tavolo debbono uscire risposte, soluzioni. Nei prossimi giorni, in accordo con la Regione, forniremo linee guida ai dirigenti».
Cominciamo dall’aspetto igienico sanitario.
«Essendo le scuole chiuse da tre mesi di situazioni critiche non dovrebbero essercene, ma verificheremo. Comunque igienizzazioni ovunque fatte dal personale Ata e sanificazione dove serve con ditte esterne specializzate».
Il problema dei lavoratori fragili?
«Man mano che pervengono le certificazioni i dirigenti valuteranno la situazione. Speriamo sinceramente di non averne tanti perché il lavoratore fragile non è esonerato, però va sicuramente tutelato assicurandogli una modalità diversa di lavoro e se necessario deve essere utilizzato a distanza. Al momento non ci sono piattaforme ad hoc ministeriali, ogni dirigente scolastico vedrà, se ci sono casi, come attivare i collegamenti».
Decisioni sulla logistica delle prove in presenza?
«Come noto ogni scuola avrà un locale dedicato all’accoglienza e isolamento di soggetti con sintomi, ma noi abbiamo iniziato a mettere attenzione alle linee guida da dare i dirigenti anche nel caso di un’emergenza, anche banale, che si dovesse verificare durante gli esami. Se qualcuno sta male, o accusa febbre o più semplicemente ha bisogno di un cerotto tutti debbono sapere cosa fare esattamente. Garantire il miglior modo di agire vuol dire sicurezza».
E qui entra in campo la Croce Rossa…
«Non esattamente. Il personale della Croce Rossa sarà presente non per azioni sanitarie ma per svolgere un’azione di supporto alle scuole e controllo su quanto previsto dal protocollo firmato con il Ministero: dunque parliamo ad esempio del controllo sul rispetto delle distanze e del corretto uso dei presidi come le mascherine. Al personale della Croce Rossa è stato dato poi l’importante compito di formare il personale scolastico sia docente che non docente sul corretto uso dei presidi. Sarà un’attività di formazione on-line che riguarderà un soggetto per ogni scuola, scelto dal dirigente scolastico che poi trasmetterà le conoscenze a tutti i colleghi».