Un tavolo di confronto sulla sanità umbra

Lo chiede la Cisl FP regionale alle istituzioni
Umbria

Coordinamento Area sanità  della Cisl, Segreteria Regionale CISL FP Umbria e il Segretario Generale Ubaldo Pascolini   hanno diffuso la seguente nota con la quale chiedono alla Regione e alle Istituzioni -un tavolo di confronto sulla Sanità umbra-

Ecco il testo: “ Dotazioni organiche, turni, riposi, straordinari, anche la CISL FP Umbria richiama la Giunta Regionale e le Direzioni aziendali della sanità umbra.  La CISL FP Umbria, dopo essersi confrontata con le proprie realtà Aziendali SAS e RSU, delle AZIENDE Sanitarie, chiede alla Giunta Regionale di riprendere il confronto sulle problematiche sanitarie, confronto ormai inattivato da anni. In un periodo in cui il Governo continua a tagliare sul sistema sanitario con pesanti ricadute anche in Umbria, non è possibile che si pensi di poter continuare ad adottare processi di razionalizzazione e riorganizzazione del sistema sanitario regionale, attraverso interventi con ricadute negative, sugli operatori sanitari e sulla qualità dei servizi sanitari, mentre invece dovremmo riattivare il tavolo di confronto regionale per andare ad incidere e tagliare i veri sprechi del sistema sanitario, eliminando strutture doppioni attraverso un’effettiva integrazione dei servizi territoriali, attivando effettivamente l’attività delle case salute funzionali su 24 ore, garantendo una fruibilità di accesso al servizio sanitario da parte di tutti i cittadini umbri, cercando anche di rilanciare i processi di mobilità di utenza attiva da altre regioni e di conseguenza abbassare la mobilità passiva.

Vanno evitati trasferimenti di servizi, processi di riallocazione degli stessi senza avere una strategia e finalità chiara, perché ciò crea ulteriori disagi ai cittadini ed agli operatori. Non possiamo più tollerare la carenza di personale stratificata in tutti i servizi, che va ad incidere pesantemente sui già gravosi carichi di lavoro del personale sanitario e si riflette sulla qualità dei servizi. Come pure non possiamo tollerare la diffusa precarietà dei professionisti sanitari. Prendiamo in continuazione che la Sanità in Umbria gode di una situazione economica-finanziaria in equilibrio nonostante i continui tagli del Governo. Vediamo inaugurazioni di nuove strutture, ristrutturazioni, come da ultimo il reparto di Nefrologia e Dialisi al Santa Maria di Terni, ma non vediamo un apprezzamento allo sforzo degli operatori per garantire la qualità dei servizi nonostante dotazioni organiche non adeguate rispetto ai carichi dei vari reparti e servizi. Richiediamo alla Giunta Regionale ed ai Direttori delle Aziende Sanitarie, un monitoraggio delle dotazioni organiche degli orari di lavoro, dei riposi giornalieri e settimanali e degli straordinari, in applicazione della direttiva europea sull’orario di lavoro, richiamata il 25 Novembre 2015, nella quale si prevede il rispetto delle 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore di lavoro ed impone di non superare le 48 ore lavorative settimanali.

Ciò determina anche per le Aziende Sanitarie ed Ospedaliere umbre solo per gli infermieri circa 700 unità in più. Quindi chiediamo di procedere alla stabilizzazione dei precari storici e di attuare un piano di assunzioni che possa arginare l’impatto applicativo sugli operatori attualmente in servizio. Stante lo stress organizzativo e correlato che ormai caratterizza le strutture sanitarie, sollecitiamo la convocazione del tavolo di confronto a livello regionale ed in ogni singola azienda. Facciamo presente che in carenza di un confronto sistematico su queste questioni, apriremo singole vertenze per ogni specifica segnalazione di non rispetto delle norme, per salvaguardare la qualità dei servizi da erogare agli utenti e per salvaguardare la professionalità degli operatori sanitari.”.