Altro sperpero di denaro della Regione

faro acceso su Sviluppumbria e Camera palestinese
Umbria

Altro sperpero di denaro della Regione
faro acceso su Sviluppumbria e Camera palestinese

Il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Grazia Carbonari chiede di fare chiarezza su Sviluppumbriae sulla Camera arbitrale palestinese, che non ha raggiunto grandi risultati ma ha prodotto tanti beneficiari di mega consulenze e viaggi”. Per Carbonari “Sviluppumbria preferisce dirigere le proprie risorse altrove e non a  vantaggio degli imprenditori umbri, sempre più sofferenti e abbandonati”.

È necessario fare chiarezza su Sviluppumbria e sulla Camera arbitrale palestinese, che non ha raggiunto grandi risultati ma ha prodotto tanti beneficiari di mega consulenze e viaggi”. È quanto dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Maria Granzia Carbonari.
“Esattamente quattro anni fa – spiega Carbonari - veniva inaugurata a Ramallah la Camera arbitrale palestinese, accompagnata da dichiarazioni entusiastiche della Presidente Marini.

L'ente sarebbe finalizzato alla risoluzione delle controversie legate a contratti commerciali, finanziari e ingegneristici in Palestina e in pochi sanno che l’ente è stato pagato con soldi dei cittadini umbri congiuntamente a fondi statali. Secondo la delibera della  Giunta regionale '1166/2010', fu la stessa Presidente Marini ad avanzare la proposta, che solo fino al 2014 era  già costata alle casse dei cittadini 663mila 577 euro, a cui si aggiungono i costi successivi e centinaia di migliaia di euro in consulenze che Sviluppumbria paga ai consulenti dell’ente, che dovrebbero fare formazione  agli arbitri palestinesi”.

A capo del progetto – prosegue Carbonari - fu scelto una persona che solo dal maggio 2014 a dicembre 2015 ha  percepito 136mila 500 euro da Sviluppumbria come proroga per l’incarico.

Il curriculum vitae di questa persona è stranamente assente dal sito di Sviluppumbria, quindi non sappiamo neanche se ha una laurea. Ma basta fare una  ricerca in internet per scoprire che era il responsabile politico-amministrativo e portavoce regionale del  Partito Democratico in Umbria.

Nel 2010 questa persona avrebbe rinunciato a candidarsi alle primarie del Pd umbro, dalle quali uscì vincitrice Catiuscia Marini. Pochi mesi dopo la Presidente promosse il progetto con la delibera '1166/2010'”.
 

Intanto – continua Carbonari - in questi quattro anni, stando allo scarno e non aggiornato sito internet, la Camera arbitrale palestinese sembra aver fatto quasi nulla, salvo due corsi che si sono tenuti negli scorsi mesi.E nel sito non c’è indicazione di quanti casi siano stati risolti, semmai ce ne siano stati. Gli unici ad averci guadagnato da questa vicenda sembrano essere i tanti beneficiari di consulenze e viaggi, pagati dai  cittadini umbri. Il solo capo del progetto è costato alla Regione Umbria decine di migliaia di euro solo in  missioni all’estero già dal 2007, essendo stato scelto con decreto '191/2005' dell'allora Presidente della Giunta regionale con 'funzioni di direzione politica in materia di rapporti internazionali'”.
Decine di migliaia di euro – conclude Carbonari - pagati dalla Regione Umbria e da Sviluppumbria. Una  partecipata che preferisce dirigere le proprie risorse altrove e non certo a vantaggio degli imprenditori umbri,  sempre più sofferenti e abbandonati. Continueremo con gli approfondimenti sulla vicenda, con i dovuti atti e le eventuali denunce per scoprire quali siano veramente i criteri di selezione delle consulenze in Sviluppumbria”.