Infiltrazioni 'Ndrangheta a Perugia: chiesti 80 anni per gli imputati umbri

La richiesta al termine della requisitoria dei pm di Catanzaro
Umbria

Sono in tutto 28 gli imputati delle indagini antimafia denominate ‘Malapianta’ e ‘Infectio’ iniziate nella seconda metà del 2019 dalla Squadra anticrimine della Polizia di Stato della Questura di Perugia, in collaborazione con la Dda di Catanzaro.

Grazie al lavoro degli agenti dello Sco di Perugia, erano emerse le prove di un lucroso traffico di stupefacenti, con la complicità di trafficanti albanesi, e azioni volte ad ostacolare la libera concorrenza nella esecuzione di lavori edili. All'epoca vennero effettuati 27 arresti e sequestrati beni per circa 10 milioni di euro nei confronti di appartenenti alle cosche Trapasso e Mannolo di San Leonardo di Cutro e Commisso di Siderno.

In cinque ore di requisitoria i pubblici ministeri di Catanzaro hanno ricostruito le accuse del processo a carico di 28 imputati ed hanno chiesto 20 anni di carcere per Giuseppe Benincasa, figura di spicco del Clan San Leonardo.

Tre anni e mezzo per Alberto Benincasa, 16 anni per Antonio De Franco, tre anni e mezzo per Roberto Fusari, tre anni per Piero Giacchetta, 13 anni per Luigi Giappichini - titolare di un bar di Ponte Valleceppi, per il quale il Riesame aveva escluso facesse parte dell’ipotizzata associazione per delinquere -, tre anni e mezzo per Lamberto Lombardi, tre anni e mezzo per Luca Mancuso Trabucco, sette anni e otto mesi per Paolo Menicucci, tre anni e sei mesi per Jerzy Aleksander Sabieraj, tre anni per Renzo Tiburzi e assoluzione per insufficienza di prove per Salvatore Diano.

Per i 12 umbri implicati nella maxi inchiesta contro le infiltrazioni della ‘ndrangheta, che hanno fatto la scelta del rito ordinario, sono stati chiesti complessivamente 80 anni e due mesi di reclusione.

Per gli imputati che avevano scelto il rito abbreviato erano arrivate condanne complessive a 55 anni di carcere.