Rifiuti – L'Umbria verso il modello Campania?

L'aumento della differenziata non risolverebbe “la chiusura del ciclo” e allora la soluzione sarebbe smaltire fuori regione
Umbria

Di Ciuenlai - La Governatrice non si è sottratta al confronto e ha risposto sulla questione rifiuti, entrando anche nel merito delle domande che le avevano fatto qualche giorno fa. E di questo le rendiamo merito.

La sostanza è questa : niente inceneritore, potenzieremo la differenziata che dovrà essere portata al 65/70 %. I comuni che non lo faranno saranno commissariati (in sostanza tutto viene scaricato sopra i poveri Sindaci).

Sembra l'uovo di Colombo. Ma in Regione sono parecchi a nutrire forti sulla praticabilità di questa linea. “Quella di puntare tutto sulla raccolta differenziata è un errore – ci dice una gola profonda del Broletto che conosce e lavora sulla materia – Perchè resta aperto il problema dei problemi, quello della chiusura del ciclo. 15 anni di non decisioni e di rinvii, stanno facendo precipitare la situazione”.

Quindi con le discariche in via di chiusura, il no al nuovo inceneritore e al maggiore utilizzo di quello di Terni , “la quasi certezza che la differenziata non risolverà i problemi per l''impossibilità dei Comuni a raggiungere l'obbiettivo e le carenze strutturali conseguenti (quelle relative alla chiusura del ciclo), ci si indirizzerà verso l'unica strada possibile. Portare tutto fuori regione, conferire le eccedenze ad altri siti nazionali ed europei, con un notevole aumento dei costi e delle bollette” . Se lo dicono gli addetti ai lavori c'è da preoccuparsi o no?