Gradimento Sindaci – Altra bocciatura per la classe dirigente umbra

Dopo la Marini a metà classifica, Romizi e Di Girolamo finiscono tra i peggiori d'Italia
Umbria

Di Ciuenlai - La classifica del gradimento dei sindaci segnala, per l'Umbria, quello che andiamo dicendo da tempo. La sua classe dirigente non gode (e da tempo) buona stampa tra la gente comune.

Il processo è iniziato più di 10 anni fa con Rita Lorenzetti, Locchi e compagnia ed è proseguito con una decisa accelerazione, con i loro successori (Catiuscia Marini, Boccali, Romizi , Di Girolamo ecc.). L'Umbria, all'inizio del secolo, era abituata ad avere Presidenti tra i primi 5 e Sindaci che viaggiavano tra le prime 10 posizioni della classifica nazionale. Oggi siamo con la Marini decima su 20 e con i sindaci di Terni e Perugia, rispettivamente al 63° e al 64° posto sui 100 capoluoghi di provincia presi in esame. Romizi va giù di 4 punti sulla precedente rilevazione ed è sotto di 6 sul risultato elettorale. Di Girolamo sale di due punti , ma il dato non deve trarre in inganno. Siamo ai minimi e sette punti sotto la percentuale presa alle elezioni .

La crisi ha messo in seria discussione la vecchia gestione del collaudato sistema di potere organizzato dalla maggioranza con la partecipazione ordinaria e straordinaria della minoranza. Eppure si è continuato a percorrere questa strada. Non c'è stato quello scatto di reni, quella ricerca di altre vie per tentare di uscire da quella ordinaria amministrazione che significa declino.

Eppure la gente lo chiedeva. Il clamoroso cambio Perugia sta lì a dimostrarlo. Ma dopo un anno è arrivata la delusione. Come abbiamo segnalato qualche settimana fa, non basta qualche bancarella in più in centro e qualche idea stravagante come quella di una sfilata in costume, che non ha niente a che vedere con le tradizioni e la storia della città, per invertire la rotta. Un Sindaco assente dai grandi temi delle infrastrutture ferroviarie e stradali (che ne pensa sulla stazione dell'alta velocità, sulla variante al raddoppio dell'Orte – Falconara, sulla E/45 come autostrada, sull'aeroporto o meglio sugli aeroporti ecc.), dei servizi essenziali come la sanità (che idea e che ruolo ha sull'ospedale regionale e sulla nomina dei direttori) e i trasporti, dal dibattito sui rifiuti (leggi nuovo inceneritore), da una impressione di continuità col passato che fa paura, alimentando la percezione diffusa di essere solo l'espressione dei salotti buoni di Corso Vannucci e dintorni. Uno che viene da destra doveva fare del riconoscimento pieno del ruolo di capoluogo per Perugia, il suo cavallo di battaglia. Si doveva aprire un dialogo fitto e, se necessario, anche una vertenza con il resto delle istituzioni. E invece …..