Pd Umbria – Voti uno, conti tre

Dopo il Caso Casciari appare evidente come la legge elettorale regionale sia stata fatta ad uso e consumo di un solo partito
Umbria

Di Ciuenlai - Se c'era bisogno di una prova, provata per dimostrare che le leggi elettorali sono fatte a misura di chi le fa e non della democrazia, andate in Umbria.

La coalizione attorno al partito storico di maggioranza non ce la fa più a superare il 50%? Niente paura, basta arrivare primi anche con quattro spicci e si fa strike di seggi. Come dite? E se si  riesce più nemmeno ad arrivare primi? Si fa una legge che obbliga i primi, se non hanno suprato l'80% dei voti,  ad allearsi con i secondi. E se si arriva terzi? Tranquilli, prima di andare alle urne “per garantire la continuità e la stabilità” si approva una norma che assegna a chi ha avuto più voti alle precedenti elezioni il 50% più uno dei seggi lasciando il resto ai partecipanti alle elezioni. E ancora ! Si può fare come nelle coppe calcistiche. Chi ha vinto la volta precedente è già al ballottaggio. Gli altri fanno le eliminazioni . La finale è al meglio dei cento ballottaggi  (cioè se arrivi primo in 99 hai perso). Infine se si ha sentore che anche questo non basta, si moltiplicano i voti di un partito preso a caso, per esempio il  Pd x2, per 3 o per quanto necessita ad arrivare primi.  

Esagerato? Noooo e ve lo dimostro. E proprio successo così dopo che il Consiglio di Stato (caso Casciari - Biancarelli) ha stabilito che in Umbria il Pd ha diritto a 12 consiglieri su 21 e cioè alla maggioranza assoluta dei seggi avendo preso il 35% del 55, 42% degli aventi diritto al voto. Lo sapete, in valore assoluto quant'è il 35% del 52%? E' appena il 16,3%  dell'intero corpo elettorale. Cioè il Pd con il consenso di poco più di un cittadino su 6 prende tanti seggi come se avesse il voto di più di un elettore su 2.

Come si chiama Sta roba? Si chiama legge elettorale che si fonda su due piccole regolette : 1) voti uno conti tre (per il Pd);  2) voti uno conti mezzo (per gli altri). La rottamazione va avanti. Stavolta è toccato alla democrazia.