Crisi Regione – Uno zero a zero salva legislatura

Ma Bartolini gela gli ex popolari e tutto torna in alto mare. Il potere della tecnocrazia è arrivato anche in Umbria”?
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Umbria

Di Ciuenlai - Prima del nuovo colpo di scena di questa sera, i  protagonisti e i due gruppi contrapposti continuavano a tacere. Continuava a tacere anche Piazza Della Repubblica, sede del Pd, ma le indiscrezioni sui termini del possibile accordo sulla crisi della Giunta Regionale dell'Umbria, avevano cominciato a trapelare. Le riassumiamo :

Parliamo sempre e solo di ipotesi e di volontà verbali, che sarebbero state espresse nel corso degli incontri di questi ultimi due giorni. Sulle nomine, Il nodo principale e cioè la permanenza di Valter Orlandi alla Direzione del dipartimento”Salute, welfare, organizzazione e risorse umane”, sareebbe stato sciolto con una rotazione delle deleghe. L''ex “capo” dell'Azienda Ospedaliera di Perugiaavrebbe mantenuto il Personale e l'Organizzazione, con l' aggiunta della responsabilità della Cras (Centrale Regionale Acquisti Sanitari). Parliamo quindi di un ruolo, sempre di primissimo piano, che però non lo avrebbe messo “in rotta di collisione” e alle dirette dipendenze dell'Assessorato, eliminando, così, uno dei principali nodi del contendere.

La poltrona di responsabile della Sanità, per il momento, non sarebbe stata ricoperta, ma assegnata “ad interim” ad uno degli attuali Direttori. Il favorito sarebbe stato Ciro Becchetti, che adesso regge il dipartimento “Agricoltura, ambiente, energia, cultura, beni culturali e spettacolo”.

Rispetto alle altre nomine, la scelta del Sindaco di Corciano Betti alla guida dell'Auri poteva essere “digerita” , con l'indicazione di un nome gradito agli ex popolari per l'Adisu. In “pole position” c'è, come noto da tempo, l'ex Assessore Comunale alla Cultura Andrea Cernicchi.

Poi c'èra tutta la partita legata ai contenuti rispetto al numero delle strutture, alle politiche sanitarie e di diritto allo studio, all'innovazione come tema centrale per questa legislatura. Contenuti che assomigliano molto alle 7 azioni indicate nel documento presentato dal Segretario Regionale del Pd Giacomo Leonelli, che avrebbe dovuto  essere il piatto forte della discussione alla direzione di domani e che poteva fungere da apripista della svolta programmatica annunciata. Il tempo , insomma, volgeva al bello. Le cronache raccontavano di un Barberini pronto a riprendere il suo posto e di una Governatrice che, i partecipanti ad una iniziativa sui trasporti , alla quale la Marini ha partecipato, avevano definito “rilassata, serena e ottimista sull'esito dell'intera vicenda”. Poi la nuova svolta e di nuovo tutti sulle barricate.

Ma chi e che cosa determina queste scelte improvvise?. Chi è che comanda davvero tutta questa baracca?”Quando tutto sembrava fatto, quando gli stessi protagonisti dell'una e dell'altra parte, parlavano di accordo già siglato di clima disteso, di sorrisi a 124 denti, è arrivata la nota dell' Assessore Bartolini che chiude tutte le porte alle richieste degli ex Popolari, costringendo, ancora una volta, Barberini ad una precipitosa ritirata. Tre giorni di sforzi del povero Chiacchieroni , finiti in fumo. Sembrerebbe uno stop definitivo. Ma siccome bisogna dare retta all'immancabile“mai dire mai”, aspettiamo domani, essendo ormai fan della serie “a da passa a nuttata”. Una cosa il comportamento politicamente schizofrenico di questi giorni però comincia a dircelo. La domanda a cui si deve rispondere è questa : “il potere della tecnocrazia è arrivato anche in Umbria”? Cercheremo di ricostruirlo domani. Per ora buonanotte (al secchio).